Il diario di Anna Frank non è stato scritto con una biro dopo la Seconda Guerra Mondiale

Gli appunti scritti con la penna biro erano di un grafologo che lo esaminò nel 1959

Circola una bizzarra teoria diffusa sui social in merito al diario di Anna Frank. Secondo diversi post, il diario sarebbe un falso, dato che risulterebbe scritto con una penna biro, commercializzata solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Vediamo nel dettaglio perché è una notizia falsa.

Per chi ha fretta:

  • Numerosi post virali sui social sostengono che il diario di Anna Frank sia stato scritto con una penna biro, commercializzata solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, e che quindi sia un falso.
  • In realtà, la teoria deriva da un’incomprensione nata negli anni Ottanta, quando vennero trovati dei fogli di appunti scritti con una penna a sfera lasciati nel diario da un grafologo che lo esaminò nel 1959.
  • Le indagini hanno provato inequivocabilmente che il diario è stato scritto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Analisi

Vediamo uno screenshot di uno dei post oggetto di verifica (qui, qui e qui altri esempi). Nella descrizione si legge:

“Sapevi che il diario di Anne Frank è stato scritto con una penna a sfera quando i BP non erano disponibili fino al 1951.

Sapevi che 65 anni fa, il 15 aprile, il romanziere ebreo americano Meyer Levin fu smascherato come colui che scrisse il dialogo per il così -chiamato Diario di Anne Frank.

Il padre di Anne Frank, Otto, ha dovuto pagare al Frickin EBREO $ 50.000 per il suo ruolo nella creazione del dialogo. “Il diario di Anna Frank è una frode letteraria”.

Sapevate che la sorellastra di Anne Frank, Eva Schloss, ha detto in un’intervista a Piers Morgan che la Liberazione di Auschwitz è stata simulata con fotografi e attori della crisi. I prigionieri furono liberati in inverno MA per qualche motivo nessuna delle foto aveva la neve sul terreno.

Un po’ di fatti storici.”

Quella secondo cui il diario di Anna Frank sarebbe stato scritto con una biro è una teoria datata, che viene diffusa per sostenere che il documento storico sia in realtà una contraffazione. La penna biro venne inventata nel 1938 da Ladislao José Biro, che la commercializzò per la prima volta nel 1945, come riporta Vox. La teoria deriva, come si legge sulla pagina ufficiale della Casa Museo di Anna Frank, da un’incomprensione nata negli anni Ottanta.

Gli appunti scritti con la biro

Infatti, nel 1959 vennero effettuate delle rilevazioni per esaminare l’autenticità del diario. Durante quell’esame, un grafologo lasciò alcuni appunti tra le pagine originali del diario. Nel 1980, questi appunti furono scoperti dall’Ufficio federale della polizia criminale tedesca (BKA) durante un’indagine sulla carta e sull’inchiostro utilizzati. Il rapporto del BKA venne stilato dando l’impressione che nel diario stesso «fossero state apportate correzioni a sfera». E poiché quello specifico inchiostro, con livelli di ferro molto minori che in passato, venne commercializzato solo dal 1951 in avanti, quel rapporto è stato utilizzato dai negazionisti dell’Olocausto per provare che l’intero diario sia stato scritto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel luglio 2006 il BKA ha dichiarato che lo studio del 1980 non può essere utilizzato per mettere in dubbio l’autenticità del diario.

Scritto durante la Seconda Guerra Mondiale

Concentrandosi sul resto delle rilevazioni, come riporta il New York Times, si nota anche che tutti gli altri elementi esaminabili coincidono con un diario scritto durante la Seconda Guerra Mondiale. La colla usata per rilegare le pagine veniva prodotta in quel periodo; gli esami della carta utilizzata hanno dimostrato che questa è stata prodotta tra il 1939 e il 1942. Inoltre, osservando le pagine del diario, di cui si può reperire una foto scattata da Monica Almeida per un altro articolo del New York Times, si nota come il tratto delle scritte abbia la variabilità di spessore tipica delle penne stilografiche, con cui il diario è stato scritto nella maggior parte delle sue parti, sebbene, in altre, Anna Frank e il padre, che vi apportò alcune piccole modifiche prima di farlo pubblicare, abbiano usato la matita.

Conclusioni

In realtà, la penna biro venne usata da un grafologo che lo esaminò nel 1959. La presenza dei suoi appunti avevano scatenato la teoria, di fatto smentita dal reale contenuto del diario.

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