L’attuale clima in Europa non dipende da un presunto bombardamento delle nuvole in California

La narrazione deriva da una pubblicazione scientifica che espone gli eventuali pericoli di una tecnica che ancora oggi non ottiene risultati

Circolano diversi screenshot di un articolo de Il Messaggero, e in parallelo un servizio del TG5, dove si sostiene che un presunto «bombardamento delle nuvole in California» abbia un effetto dannoso per il clima in Europa. Leggendo l’articolo, e soprattutto la pubblicazione su una rivista scientifica fonte della notizia, si comprende meglio di che cosa si parla.

Per chi ha fretta

  • L’attuale situazione climatica europea non deriva da presunti «bombardamenti delle nuvole» in California.
  • La narrazione deriva da un’informazione fuorviante relativa a una pubblicazione su Nature Climate Change.
  • La pubblicazione punta a mettere in guardia l’eventuale utilizzo di una tecnica e i risultati ottenibili intorno al 2050.
  • Gli esperimenti pratici di tale tecnica si sono al momento rivelati «scarsi e senza risultati dimostrati».
  • Ricordiamo che queste tecniche non hanno nulla a che fare con le fantomatiche scie chimiche.

Analisi

Ecco un esempio di condivisione su Threads di un articolo de Il Messaggero dal titolo «La California troppo calda “bombarda” le nuvole (e rovina il clima in Europa)»:

Circola anche un reel che riprende un servizio del TG5 dove si fa un collegamento con il presunto bombardamento e l’attuale clima in Europa:

La pubblicazione “fonte”

L’articolo de Il Messaggero e il servizio del TG5 sono del 23 giugno 2024. Entrambi riprendono la narrazione tratta da una pubblicazione del 21 giugno 2024 su Nature Climate Change che va contestualizzata. Ecco quanto riportato nel cartaceo della testata romana:

Una serie di esperimenti sulle nuvole per diminuire l’impatto dei cambiamenti climatici sulla California potrebbero creare delle ondate anomale di calore in Europa. Lo sostengono gli scienziati dello Scripps Institution of Oceanography di UC San Diego in uno studio pubblicato su Nature Climate Change in cui chiedono di regolamentare l’ingegneria climatica e in particolare di fermare l’uso dello schiarimento delle nuvole marine […]

La pubblicazione è intitolata «Diminished efficacy of regional marine cloud brightening in a warmer world». A trattare l’argomento su IlMeteo è Luca Lombroso, Meteorologo AMPRO, divulgatore ambientale, il quale riporta un chiaro avviso nel suo articolo: «La questione è complessa, controversa e da non confondere o prendere come prova di teorie complottistiche su scie chimiche o sulla polvere desertica, ma merita un approfondimento».

La ricerca effettuata dai ricercatori di San Diego è basata su dei modelli che tengono conto della tecnica nota come “Marine Cloud Brightening” (MCB): «schiarimento delle nuvole marine, è una tecnica di geoingegneria ipotizzata per raffreddare le temperature e ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici». La pubblicazione degli studiosi punta ad avvisare eventuali conseguenze nel caso venisse applicata tale tecnica, come spiegato da Lombroso:

Gli autori dello studio hanno espresso forte preoccupazione sul futuro praticare tecniche geoingegneristiche per mitigare i cambiamenti climatici. […] In particolare lo schiarimento delle nubi sull’oceano Pacifico settentrionale causerebbe un forte raffreddamento locale, accelerando la circolazione oceanica globale. La risposta dell’atmosfera a scala globale potrebbe aumentare i rischi di ondate di calore in diverse zone, in particolare in Europa.

L’Europa e le previsioni per il 2050

Lombroso, infine, spiega come gli esperimenti pratici di questa tecnica si siano rivelati «scarsi e senza risultati dimostrati». Di fatto, questo dimostra come l’attuale situazione climatica non abbia nulla a che fare con una fantomatica operazione californiana. A confermare ulteriormente la smentita delle narrazioni fuorvianti è la stessa pubblicazione che tiene come periodo problematico di riferimento il 2050, come spiegato da James Woodford su NewScientist:

Katharine Ricke at the University of California, San Diego (UCSD), and her colleagues modelled the impact that a possible MCB programme to cool the western US might have under present climate conditions and projections for 2050.

[…]

They also modelled the impact MCB would have in 2050, in a predicted scenario where global warming reaches 2°C above pre-industrial temperatures. Under these conditions, the same MCB programme was ineffective and instead dramatically warmed almost the entirety of Europe, except the Iberian peninsula. Ricke says the modelled temperature increase was especially large in Scandinavia, Central Europe and Eastern Europe.

Conclusioni

Il titolo dell’articolo de Il Messaggero e il servizio del TG5 fanno intendere che sia in atto un presunto bombardamento delle nuvole in California tale da influenzare l’attuale clima in Europa. In realtà, tutta la narrazione si basa su una pubblicazione scientifica che effettua delle previsioni future nel caso venisse utilizzata una tecnica dall’attuale scarsa efficacia.

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