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Maria Kubisa, la ginecologa a processo in Polonia perché ha aiutato le donne ad abortire

17 Ottobre 2024 - 22:18 Stefania Carboni
epa11663984 Defendant Maria Kubisa sits in the courtroom of the District Court in Szczecin, Poland, 17 October 2024. In January 2023, agents from the Central Anticorruption Bureau (CBA) raided the private medical practice of Maria Kubisa, a gynecologist in the city of Szczecin, on the orders of prosecutors investigating the alleged aiding of abortion with the use of a pharmacological agent. Under Polish law, assisting an abortion is a crime punishable by up to three years in prison. The termination of a pregnancy is permitted only in cases of rape and incest, or when the mother's life or health is endangered.  EPA/MARCIN BIELECKI POLAND OUT
Nel paese la pratica è ritenuta illegale. La donna, che opera tra il territorio polacco e la Germania (dove è a capo di un reparto di ginecologia a Prenzlau) sta diventando un simbolo per le donne nel paese
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La storia di Maria Kubisa la stanno seguendo in tutta la Polonia, e non solo a Stettino, nel nordovest del paese. La ginecologa si trova a processo perché accusata di aver assistito alcune donne nell’aborto, pratica illegale a causa della legge voluta dall’ex governo populista del Pis del leader Jaroslaw Kaczynski. Kubisa lavora fra la Polonia, dove riceve le pazienti in uno studio privato e nell’ospedale pubblico di Nowogard, e la Germania, dove è a capo del reparto di ginecologia dell’ospedale di Prenzlau. Tutto inizia nel gennaio 2023, quando durante una perquisizione voluta dalla procura polacca furono trovate e sequestrate 6mila schede sulle sue pazienti. E proprio su quei documenti che lo scorso novembre i pm hanno formulato un accusa contro la dottoressa, anche perché secondo la procura avrebbe ricevuto in sei casi un pagamento in denaro. Il processo è iniziato oggi. «La dottoressa Kubisa non ha compiuto nessun reato, aspetto la sua assoluzione» ha dichiarato in aula l’avvocato della ginecologa, che nel frattempo è diventata il simbolo della pressione del Pis contro le donne. «Siamo con te dottoressa» hanno scritto tante sostenitrici arrivate oggi sotto la sede del tribunale per un sit-in a suo sostegno. La legge polacca, non ancora cambiata nonostante i tentativi da parte del partito di sinistra della coalizione governo, prevede fino a tre anni di carcere per chi aiuta le donne a pratica l’interruzione volontaria di gravidanza.

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