Finite nella «Lista stupri» al liceo di Roma, la reazione di due studentesse: i legami tra i nomi sul muro, i sospetti su chi sia stato e perché

«Sono tra i nomi che figurano in quella lista, ci aspettiamo che il colpevole venga identificato». A dirlo è una studentessa del liceo classico Giulio Cesare di Roma dove giovedì scorso è apparso un elenco di nomi di ragazze e un ragazzo sul muro del bagno, e accanto la scritta: «Lista stupri». «Quando ne sono venuta a conoscenza, ero arrabbiata, confusa, non capivo – prosegue la liceale, intervistata da TgCom24 -. Magari è stato un gesto politico, visto che i nomi sono tutti di ragazze candidate».
Anche S. è un’altra studentessa dell’Istituto, sempre in vetta alle classifiche Eduscopio sulle migliori scuole. Al Corriere della Sera racconta di aver scoperto la lista giovedì scorso, dopo la ricreazione. «Un mio compagno l’ha vista entrando in bagno, l’ha fotografata e poi ce l’ha mostrata». L’elenco, fa sapere la giovane, è stato cancellato dallo stesso studente che l’aveva notato, «schifato da quello che aveva appena visto – spiega -. Ha fatto la foto col cellulare per documentarla, ma ha voluto cancellarla subito».
Chi c’è sulla lista: «otto ragazze e un ragazzo»
I nomi comparsi sul muro del bagno maschile sono di «otto ragazze e un ragazzo», dichiara ancora S. Si tratta di persone «molto attive nei collettivi e nel mondo della rappresentanza studentesca, come me – prosegue -: anche io sono in un collettivo, da sempre mi batto su vari temi, recentemente quello della violenza contro le donne». Anche per lei, potrebbe esserci un «motivo politico» dietro al gesto: «Non lo escludo». Ma ciò che «sconcerta» per la studentessa è anche la tempistica. «Il fatto che la lista sia stata scritta proprio due giorni dopo la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne lo vivo come un ulteriore affronto, che sa anche di scherno», sottolinea.
Le ipotesi sull’autore
Nonostante le ipotesi che circolano sul possibile autore, al momento le studentesse non hanno prove certe. «Mi sono fatta l’idea di uno che scrive, e di un gruppo attorno che incita – afferma S. -. Mi fa paura il potere che questa persona ha creduto di avere e di poter esercitare».
Il ministro Valditara e i corsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole
Nel frattempo, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha condannato l’accaduto e chiesto al liceo di sanzionare gli autori del gesto. Tuttavia, per la studentessa, la reazione del ministro arriva troppo tardi: «È ipocrita fingere che questi fatti siano una novità. Le scuole sono da tempo intrise di episodi di violenza», ha affermato, sottolineando la necessità di un cambiamento culturale. Secondo la giovane, infatti, corsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole sono essenziali «per contrastare la diffusione di una cultura patriarcale ancora radicata nella nostra società, che porta anche i giovani a manifestare comportamenti violenti, convinti che le donne siano figure sottomesse».
Foto copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI | Una veduta esterna del liceo Giulio Cesare, Roma, 29 novembre 2025
