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Tolgono “Gesù” da Jingle Bells, a scuola scoppia la lite nelle chat dei genitori. La spiegazione delle maestre che scatena Lega e FdI 

29 Novembre 2025 - 13:05 Alba Romano
Recita di Natale
Recita di Natale
La decisione in una scuola elementare in provincia di Grosseto per la recita di Natale. Come hanno cambiato i versi del brano provocando il puntualissimo caso politico natalizio

Scoppia la polemica in una scuola primaria della provincia di Grosseto, dove in occasione della recita di Natale del 17 dicembre le insegnanti hanno deciso di modificare il testo della canzone Din Don Dan, versione italiana di Jingle Bells, eliminando ogni riferimento a Gesù. Secondo quanto riportano i giornali locali, la frase originale «aspettando quei doni che regala il buon Gesù» sarebbe stata sostituita con «aspettando quei doni che regala il buon Natal», in nome – sottolineano le maestre – della laicità dell’istituto. 

La rabbia dei genitori 

La scelta non è stata ben accolta dai genitori dei bambini, che hanno definito la modifica una vera e propria «cancellazione identitaria», come riportato da MaremmaOggi. Tra le famiglie, Lisa Valenti ha dichiarato al portale online: «Ci siamo chiesti se i nostri figli debbano davvero imparare una canzone censurata». Nel frattempo, il dibattito è esploso anche nella chat di classe, tra critiche e confronti tra genitori e insegnanti.

Lega e FdI all’attacco

La decisione della scuola primaria di Magliano ha suscitato forti reazioni politiche. Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, ha definito la scelta «grave», accusando la scuola di trasformare il Natale in un «generico cartone animato con renne e pupazzi sotto la scusa della laicità». Secondo Ceccardi, «la laicità non significa censurare le tradizioni», e «chi cancella il Natale cristiano crea smarrimento invece di favorire integrazione». 

Sulla stessa linea, il deputato grossetano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, che ha definito l’episodio «inaccettabile» e un «abuso di autorità» della dirigente scolastica. Rossi ha criticato l’idea di sostituire le tradizioni con eventi come la “Festa d’inverno”, sostenendo che ciò «priva i bambini della conoscenza delle proprie radici» e «cancella la storia e la cultura della nostra civiltà».

Foto di Hari Nandakumar su Unsplash

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