Le prime fiamme, la porta di servizio chiusa e i massaggi cardiaci: la versione di Jacques e Jessica Moretti sulla strage di Crans-Montana

Il primo racconto di Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation, su ciò che è accaduto la notte di Capodanno a Crans-Montana risale al 1° gennaio, poche ore dopo l’incendio che ha causato 40 morti e 116 feriti. Lo riporta l’emittente francese BfmTv, secondo cui i due coniugi – entrambi indagati per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose – sono stati ascoltati separatamente, come da procedura.
La cameriera morta nell’incendio
Il primo a essere ascoltato è stato Jacques Moretti, ora in carcere, che ha parlato anzitutto della cameriera 24enne Cyane Panine, che figura tra le vittime del rogo. «Ho cresciuto un ragazzo come fosse mio figlio, era il suo fidanzato. Lui e io abbiamo provato a rianimarla per più di un’ora, finché i soccorsi ci hanno detto che era troppo tardi», avrebbe detto il titolare del Le Constellation nelle primissime dichiarazioni rese ai magistrati. «Cyane era come una sorellina. Aveva passato il Natale con noi. Sono devastata», avrebbe aggiunto Jessica Moretti, ora ai domiciliari.
Il locale che si riempie e le prime fiamme
A raccontare lo svolgimento della serata è la stessa Jessica Moretti, che ai magistrati dice: «A mezzanotte c’era pochissima gente». Verso l’una, continua il suo racconto, il locale si riempie fino a circa un centinaio di persone. Ed è poco più tardi che arriva il momento critico, quando le cameriere, con il volto mascherato, portano ai tavoli bottiglie con fuochi di Bengala salendo sulle spalle dei colleghi: «Ho visto una luce arancione nell’angolo del bar, ho urlato “Fuori tutti!” e ho chiamato i pompieri. Erano le 1.28». A quel punto, lei avvisa il marito: «C’è fuoco al Constel, vieni subito!».
L’arrivo di Jacques dopo l’incendio
Jacques Moretti avrebbe spiegato agli investigatori di aver provato a entrare nel locale dalla terrazza, ma di non esserci riuscito: «Era impossibile, c’era troppo fumo». Così, ha raggiunto la porta di servizio al piano terra, trovata chiusa dall’interno, e l’ha forzata con l’aiuto di altre persone: «Ha ceduto in pochi secondi». Dall’altra parte ha trovato diverse persone a terra, tutte prive di sensi: «Cyane era tra loro. Le abbiamo trascinate fuori e messe in posizione di sicurezza, poi abbiamo fatto massaggi cardiaci».
Le candele scintillanti sulle bottiglie e i minorenni dentro il locale
I gestori del bar, acquistato nel 2015, sostengono che il locale fosse stato rinnovato completamente con due uscite di sicurezza indicate regolarmente. C’erano estintori, ma non sistemi di spegnimento automatico delle fiamme. Per quanto riguarda i fuochi di Bengala, invece, Jacques Moretti parla di una pratica «abituale» e che non aveva mai provocato incidenti: «Durano tra 30 e 40 secondi, abbastanza per portarli dal bancone al tavolo senza che nessuno si faccia male». E Jessica aggiunge: «Non lasciamo mai che i clienti li usino. Quando si spengono, li mettiamo subito in un bicchiere d’acqua». I due gestori del bar, infine, non escludono di aver fatto entrare anche minorenni nel locale: «Facciamo il massimo per controllare, ma tra documenti falsi e situazioni che non conosco, non è impossibile che ci siano stati problemi».
Foto copertina: EPA/Alessandro Della Valle | Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation a Crans-Montana
