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Annamaria Bernardini de Pace: «La Svizzera deve dare 50 miliardi per la strage di Crans-Montana»

12 Gennaio 2026 - 06:14 Alba Romano
annamaria bernardini de pace svizzera crans montana
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L'avvocata: la colpa? È una contestazione sbagliata

Annamaria Bernardini de Pace dice che nella tragedia di Crans-Montana è possibile contestare il reato di strage. E che la Svizzera dovrebbe «costituire subito un fondo di almeno 50 miliardi di euro per risarcire le vittime del disastro, pagare le cure che saranno lunghe e costose, dare un segnale che non sia solo formale, ma di sostanza. Insomma, chiedere scusa nell’unico modo possibile ai nostri ragazzi traditi e al mondo intero».

La tragedia e la strage

L’avvocata matrimonialista e volto tv di Forum parla oggi con Il Giornale. Sostenendo che nella tragedia ci sono «eventi sconcertanti, sbalorditivi e inattesi». Tra questi «l’elenco è lungo, ma il primo elemento che colpisce è la totale assenza di misure di sicurezza. In un ambiente strapieno di ragazzi c’era solo un’uscita di sicurezza, quando in situazioni simili ce ne sono tre o quattro, e quella porta era pure chiusa a chiave. E sa perché? Per evitare che i giovani se ne andassero senza pagare. La bramosia, la sete di profitto ha cancellato la sicurezza e la mancanza di strumenti di protezione ha trasformato l’incendio in una carneficina senza fine». Secondo la legale è colpa dei proprietari «ma anche di chi non ha mai effettuato i controlli. Il Comune, il cantone, la Svizzera. E poi, la contestazione di reati colposi è un altro fatto che stride. Inaccettabile».

Crimini dolosi

Contestare il crimine doloso invece «equivale a moltiplicare gli anni di carcere che verranno erogati alla fine dei processi che speriamo rapidi». I Moretti comunque hanno avuto un comportamento pericolosissimo: « Se si decide di spendere pochissimi soldi per gli apparati di prevenzione «come l’antincendio o le uscite di sicurezza, allora vuol dire che si è scelto di correre il rischio. Il ragionamento è più o meno il seguente: io non faccio nulla per rendere quell’ambiente sicuro, metto in conto lucidamente che possa accadere l’irreparabile. Purtroppo, a Crans-Montana l’irreparabile è successo. Ai Moretti non può essere addebitata solo una colpa; no, hanno una responsabilità più grave e forte, quella della strage, sia pure attraverso la categoria del dolo eventuale, come ho spiegato a Domenica In».

La strage e il comune

Ma sono altrettanto evidenti le responsabilità di chi doveva vigilare: «Il Comune non ha effettuato nemmeno un check negli ultimi cinque o sei anni. È inimmaginabile ed è anche un segno mortificante di sciatteria, di più direi di inefficienza. Le spese e i costi per la sicurezza non dovrebbero essere considerati un peso, ma semmai un investimento. Io credo che tutte le persone facoltose che da sempre vanno in Svizzera d’ora in poi saranno più attente e guardinghe: il sistema Svizzera ha fatto cilecca e non ci possiamo più affidare a loro ad occhi chiusi».

50 miliardi

Per questo la Svizzera dovrebbe costituire il fondo da 50 miliardi di euro per «risarcire le vittime del disastro, pagare le cure che saranno lunghe e costose, dare un segnale che non sia solo formale, ma di sostanza». Perché «la Confederazione Elvetica, che ha rimediato una figuraccia planetaria, ha un solo modo per riscattarsi».