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Anna Siena morta per la gravidanza mai scoperta, condannato a due anni il medico che le diagnosticò una lombosciatalgia

13 Gennaio 2026 - 20:36 Alba Romano
anna siena condanna medico napoli
anna siena condanna medico napoli
Al Vecchio Pellegrini di Napoli nessuno si accorse che la 36enne aveva in pancia un feto già morto. Secondo l'autopsia poteva essere salvata

Poteva essere salvata Anna Siena, la 36enne morta il 18 gennaio 2019 a Napoli, tre giorni dopo essere stata visitata nell’ospedale Vecchio Pellegrini. Lo ha stabilito il giudice monocratico di Napoli, Filippo Potaturo, che ha accolto le richieste della procura e ha condannato a due anni di reclusione il medico che si occupò di lei, finito sotto processo per omicidio e lesioni colpose.

La diagnosi errata

Quando si presentò al pronto soccorso, Anna Siena lamentava forti dolori addominali. Ciò che la 36enne non sapeva era di essere incinta. È quella che i medici chiamano gravidanza criptica, ossia quella condizione in cui una donna non riconosce di essere incinta fino a fasi avanzate della gestazione, o addirittura al momento del parto, perché i sintomi tipici sono assenti. I medici dell’ospedale le diagnosticarono una lombosciatalgia, prescrissero degli antidolorifici e la dimisero. Tre giorni più tardi, Anna Siena smise di respirare.

L’autopsia e la conclusione dei giudici

Gli esami post mortem accertarono che quei forti dolori e la successiva morte della donna furono dettati dalle conseguenze della presenza del feto morto, di cui neppure i sanitari si accorsero. Secondo quanto evidenziato dal medico legale che eseguì l’esame autoptico, la 36enne «poteva essere salvata se solo fosse stata visitata a dovere». A causare la morte fu «uno shock emorragico conseguente ad una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata prodotta dalla ritenzione di feto morto in utero». «Spero che questa sentenza serva a salvare altre vite, perché i casi di gravidanza criptica si verificano molto più spesso di quanto si possa pensare», ha detto l’avvocato Sergio Pisani, che difende la famiglia della donna.

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