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Incinta di otto mesi rinchiusa nel bagagliaio dal marito. A salvare la giovane mamma la famiglia, preoccupata, dalla Calabria

14 Gennaio 2026 - 22:48 Stefania Carboni
L'uomo si trova ora a processo a Cuneo per sequestro di persona e maltrattamenti. Al centro antiviolenza la donna ha raccontato una situazione al limite: tra l'ossessione della gelosia di lui, divieti assurdi e continui cambi di città

È accusato di sequestro di persona e maltrattamenti, a Cuneo, l’uomo che nell’estate di quattro anni fa i carabinieri avevano denunciato dopo una richiesta di aiuto arrivata dalla famiglia della moglie. La giovane coppia, insieme alle due figlie, risiedeva da poco a Murazzano, un piccolo centro della langa monregalese. Nessuno li aveva mai visti in paese e dalla Calabria i genitori di lei sostenevano di non avere notizie della figlia e delle nipoti da tempo. Su loro insistenza, i carabinieri avevano convocato la donna con una scusa: si era presentato anche il marito, dando in escandescenze quando, dopo il colloquio, i militari avevano allontanato da casa mamma e bambine affidandole a un centro antiviolenza.

I continui cambi di casa, il divieto di uscire in balcone. Al lavoro lui portava con sé moglie e bambine

La giovane madre ha raccontato ai militari i soprusi subiti, tra cui quando, incinta di otto mesi, sarebbe stata rinchiusa nel bagagliaio dell’auto dal marito, che non voleva permetterle di vedere suo padre. Un quadro di violenza assoluta, tanto che in casa l’uomo le proibiva perfino di uscire sul balcone. Se doveva allontanarsi, inseriva alcuni stuzzicadenti negli infissi. «Nei vari spostamenti, in Germania e poi in Lombardia e Piemonte, lui si insospettiva degli eventuali contatti con altri uomini: cambiavano spesso abitazione proprio a causa della sua gelosia», ha raccontato all’Ansa una assistente del centro antiviolenza che ha raccolto l’inferno in cui è caduta la donna. Lui lavorava come idraulico, accettando però solo pochi interventi per non doversi allontanare troppo a lungo. E sul lavoro portava con sé moglie e bambine, chiuse in macchina.

(in copertina foto di Ronan Furuta su Unsplash)

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