Il record dell’oro a 5.100 dollari l’oncia (a causa di Trump)

Continua la corsa del mercato verso i beni rifugio. E l’oro supera così per la prima volta la soglia dei 5.100 dollari l’oncia nel contratto spot, mentre l’argento spot oltrepassa quella dei 100 dollari. A spingere ulteriormente le quotazioni dei metalli preziosi sono le tensioni sul fronte geopolitico e commerciale. Nel weekend Trump ha minacciato il Canada di applicare dazi del 100% su tutte le sue esportazioni verso gli Stati Uniti se Ottawa dovesse stringere un accordo commerciale con la Cina.
Donald e l’oro
In più, sul fronte interno, il leader democratico al Senato americano Chuck Schumer ha promesso di bloccare un massiccio pacchetto di spesa a meno che i repubblicani non taglino i fondi al Dipartimento della Sicurezza Interna, aumentando il rischio di una chiusura parziale del governo. Sullo sfondo rimangono poi le preoccupazioni per lo scontro tra Casa Bianca e Fed e per il possibile intervento degli Usa in Groenlandia. «L’oro è l’inverso della fiducia, ha detto ad Afp Max Belmont, gestore di portafoglio presso First Eagle Investment Management. «È una copertura contro improvvisi picchi di inflazione, cali imprevisti del mercato, fiammate di rischio geopolitico».
Il rialzo continua
Al momento il metallo giallo, dopo aver lievemente ritracciato, è ancora in rialzo dell’1,9% a 5.085 dollari nel contratto spot, mentre i future si attestano a 5.756 dollari (+0,55%).
