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«Non usate Clawdbot»: l’allarme degli esperti sull’ultimo chatbot di intelligenza artificiale: il boom e il rischio per la privacy

29 Gennaio 2026 - 15:46 Ugo Milano
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Secondo il sito specializzato "The Register", l'uso del software mette a rischio le informazioni riservate degli utenti

«Non usate Clawdbot». È questo l’avvertimento lanciato da diversi esperti di intelligenza artificiale contro il chatbot diventato sempre più popolare negli ultimi giorni. L’ultima a invitare gli utenti a non usare Clawdbot è Heather Adkins, vicepresidente di sicurezza di Google Clouds, che su X rilancia un post in cui si legge: «Clawdbot è un malware che ruba informazioni mascherato da assistente personale AI. Come si può fidare di una cosa del genere, con accesso completo al sistema?».

Un chatbot «agentico»

Il motivo è che il software su cui si basa Clawdbot – noto in precedenza come Moltbot – è di tipo “agentico”, nel senso che permette di eseguire molte operazioni in autonomia, senza intervento umano. Il chatbot aiuta con le risposte alle email e la gestione del calendario e può essere controllato tramite app di messaggistica come WhatsApp e Telegram, per filtrare le telefonate o prenotare tavoli. Altri colossi dell’informativa, tra cui OpenAI, hanno progetti simili, anche se in via sperimentale.

I rischi per la privacy

Come spiega il sito The Register, le funzionalità di Clawdbot hanno un costo, anche se non sempre visibile. Per poter leggere e rispondere alle email e svolgere gli altri compiti, il chatbot basato su IA ha bisogno di accedere agli account e alle relative credenziali. Questo significa, scrive il sito specializzato, che «gli utenti consegnano a questo sistema agentico le chiavi delle loro app di messaggistica crittografate, dei loro numeri di telefono e dei loro conti bancari. Stando alle analisi del portale, molte informazioni generate dal bot sono memorizzate sui computer personali, ma in chiaro. «Se una macchina usata per ospitare Moltbot fosse infettata da un virus – scrive il sito – significherebbe che i segreti memorizzati dall’assistente IA sarebbero compromessi. Meglio evitarlo».