Euro digitale, si sblocca lo stallo al Parlamento Ue: cosa succede ora e come funzionerà la nuova valuta elettronica

Si sblocca lo stallo politico al Parlamento europeo sull’euro digitale. Alla plenaria di oggi, martedì 10 febbraio, a Strasburgo, gli eurodeputati hanno dato il proprio via libera a due emendamenti chiave, inseriti nella risoluzione sulla relazione annuale della Bce, che puntano ad accelerare l’iter legislativo della nuova valuta elettronica, a gestione pubblica, che l’Eurotower vuole rendere operativo dal 2028. I testi, a prima firma dell’eurodeputato del M5s Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps, indicano l’euro digitale come uno «strumento essenziale per la sovranità europea», specialmente in un contesto di crescente incertezza geopolitica di tensioni tra le due sponde dell’Atlantico.
Sbloccato lo stallo a Strasburgo
Mentre la Banca centrale europea procede spedita sulla fase di progettazione dell’euro digitale, da diversi anni il Parlamento europeo non riesce a mettersi d’accordo sulla materia. Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca sembrava aver dato nuovo slancio al progetto. Eppure, il relatore scelto per seguire l’iter legislativo all’eurocamera – lo spagnolo Juan Navarrete, del Partito popolare – è piuttosto scettico sul progetto e sostiene una versione molto soft del progetto, che renderebbe vani di fatto i benefici per cui spinge invece la Bce. Ed è anche per questo motivo che il voto di oggi a Strasburgo viene letto da molti come una “sfiducia” simbolica a Navarrete e alla sua volontà di frenare il progetto dell’euro digitale.
Il sostegno bipartisan all’euro digitale
Entrambi gli emendamenti sono stati approvati a larga maggioranza: il primo ha ottenuto 438 voti favorevoli, 158 contrari e 44 astensioni, il secondo è passato con 420 voti a favore, 158 contrari e 64 astensioni. Un segnale evidente del fatto che anche tra le fila del centrodestra sono in molti a chiedere un’accelerazione decisiva per dotare l’Europa di una nuova valuta elettronica. «Con l’approvazione degli emendamenti bipartisan, a mia prima firma, al rapporto annuale della Bce, togliamo ogni scusa e pretesto che finora ha bloccato il varo dell’euro digitale. Abbiamo dimostrato al Parlamento europeo che c’è una chiara e solida maggioranza a favore», ha esultato Tridico.
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Il primo voto previsto a inizio maggio
Sbloccato lo stallo politico, per l’euro digitale comincia la fase dei voti veri e propri. Il primo, in commissione Econ, dovrebbe tenersi a inizio maggio. E quanto accaduto oggi con il voto sui due emendamenti a Strasburgo sembra suggerire che il progetto goda di un supporto ampio. Una volta ricevuto il via libera della commissione, il dossier finirà nell’agenda di una delle sessioni plenarie successive. Stando alla tabella di marcia della Bce, la nuova valuta elettronica europea potrebbe entrare in vigore dal 2028.
Una risposta a Trump e alle cripto
Il progetto dell’euro digitale viene descritto spesso come un passo irrinunciabile per far sì che l’Europa raggiunge l’autonomia strategica nei pagamenti elettronici. A oggi, infatti, due terzi dei pagamenti con carta passa da operatori stranieri. Due su tutti: Visa e Mastercard, entrambi americani. L’euro digitale, che di fatto rappresenta un sistema di pagamento europeo (e a gestione pubblica), metterebbe l’Europa al riparo da eventuali ricatti e pressioni, come già accaduto nell’ultimo anno con le minacce di dazi di Donald Trump. Allo stesso, l’euro digitale – che in gergo tecnico viene definita Central Bank Digital Currency (Cbdc), ossia una valuta digitale di Stato – rappresenterebbe anche una risposta al dilagare delle criptovalute private e delle stablecoin.
Foto copertina: EPA/Cristophe Petit Tesson
