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La lettera del preside del liceo Parini: «Dormo a scuola contro l’occupazione»

11 Febbraio 2026 - 09:59 Alba Romano
liceo parini occupato milano
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Il dirigente scolastico Barrella: «È la settima in sei anni»

Massimo Nunzio Barrella è il dirigente scolastico del liceo Parini di Milano. La scuola è stata occupata dal collettivo Rebelde. E lui scrive oggi una lettera a Libero per annunciare perché ha deciso di dormire nell’istituto: «Sono alla mia settima occupazione in 6 anni. Nulla di nuovo sotto il sole. Mi sono sempre fermato in studio nelle notti di occupazione, così come la scorsa notte, senza dormire un minuto, a tutela degli stessi occupanti. Non perché io sia connivente, il contrario. Il mio giudizio è netto e non è mai mutato: si tratta di un gesto illegale, antidemocratico e violento. Dica ciò che vuole il Sindaco Sala, che per una affermazione di identico tenore mi attaccò due anni fa su tv e giornali per tale giudizio. Nessun potere mi farà cambiare opinione».

La lettera

Secondo il preside «non lasciare entrare chi la pensa diversamente- studenti e professori- è inaccettabile. Le forze dell’ordine non possono far nulla. Tutti dobbiamo rassegnarci alla filosofia dell’Adda passà a’ nuttata. Ogni volta devo assistere a questo teatrino mortificante, dove i comunicati arrivano già pronti con il linguaggio fin troppo noto dei “cattivi maestri”. Il gruppo di occupanti si piega a logiche strumentali. Non voglio studenti eterodiretti e plagiati, ma con una ragione critica e libera da ideologie. Allo schema giovani democratici ribelli e Dirigente scolastico fascista o neofascista, asservito al potere reazionario, non ci crede neppure il sincero e nostalgico veteromarxista».

Gli studenti

Barrella dice che le motivazioni degli studenti «erano una minestra riscaldata che andava dalla poca disponibilità all’ascolto del Dirigente scolastico (sic!), allo Stato repressivo guidato da un governo neofascista, passando alle Olimpiadi come strumento di un perverso capitalismo sempre imperialista, arrivando al trumpismo, senza aver dimenticato un richiamo pro -Pal, perdendo la memoria sulle stragi purtroppo in Iran e di altre decine di situazioni nel mondo. Tutto ciò non mi scandalizza. Chi ha a cuore l’educazione dei giovani non può offrire un’ideologia. Il giovane resta in definitiva nella Sua solitudine e con il Suo grande desiderio di scoprire il significato delle cose e del proprio destino. Io ho una sorta di mio motto “episcopale”, che riassume sinteticamente cosa dovrebbe essere una vera scuola, è una citazione di Alberto Magno riferita alla Politica, ma calza perfettamente anche per la scuola: In dulcedine societatis quaerere veritatem. Ma non è meravigliosa? Non è un livello più profondo e scevro da tentazioni ideologiche?».

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