Ultime notizie Donald TrumpFestival di SanremoJeffrey EpsteinOlimpiadi 2026Roberto Vannacci
ATTUALITÀLGBTQ+Massimo GilettiRaiReportSigfrido RanucciTv

Ranucci risponde a Giletti: «Mi attacca perché Report fa ascolti. Mai vista una Rai così»

12 Febbraio 2026 - 10:01 Ugo Milano
sigfrido ranucci
sigfrido ranucci
Il conduttore di Report risponde anche alla accuse di omofobia e le rispedisce al mittente: «Sono stato accusato di omofobia il giorno dopo aver mandato in onda una trasmissione che difendeva i gender a scuola. È un corto circuito evidente»

Sigfrido Ranucci si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo giorni di polemiche tutte interne alla Rai. Il conduttore di Report, duramente criticato da Massimo Giletti, che lo ha definito «una delusione umana», respinge le accuse e parla di una campagna strumentale contro di lui e il programma. Il caso nasce da alcuni messaggi privati, diffusi in modo parziale, scambiati con Maria Rosaria Boccia, protagonista del cosiddetto Sangiuliano gate. In quei messaggi Ranucci faceva riferimento a una «lobby gay», espressione che secondo lui è stata volutamente travisata. «È falso. Non ho accusato Giletti di far parte di una lobby gay. Se ci tiene tanto a riconoscersi in quella definizione è un problema suo», chiarisce in un’intervista a La Repubblica. «Io ho detto una cosa più grave, che loro hanno fatto finta di non capire: il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini, l’ex dirigente dell’Aise, quello che Report scoprì all’autogrill con Matteo Renzi». Ranucci ricorda che proprio quell’inchiesta portò a conseguenze istituzionali: «Dopo quella notizia l’allora autorità delegata Franco Gabrielli firmò una circolare per regolamentare gli incontri dei funzionari dei servizi con i politici. A testimonianza che quell’incontro non era normale».

Il clima dentro la Rai

Il giornalista parla apertamente di un clima ostile dentro la Rai. «Noto una forte strumentalizzazione e attacchi scomposti. In un’altra Rai non sarebbe mai accaduto», dice, contrapponendo la situazione attuale a «una Rai che ha posto al centro l’interesse pubblico, che tutela i brand, e chi ha mostrato in 30 anni di carriera fedeltà all’azienda, non alla politica». Secondo Ranucci, dietro gli attacchi ci sono più motivazioni. «C’è chi pensa di attaccarsi una medaglia al petto e di guadagnarsi crediti», spiega. Ma il motivo principale, sostiene, è un altro: «Report fa ascolti. Se parli di me fai ascolti. Report è la trasmissione di approfondimento che da anni fa più ascolto, con il più alto indice di gradimento e il più alto movimento social. E costa poco rispetto ad altri programmi e alla qualità del prodotto». Da qui anche l’interesse, interno ed esterno, per il programma: «È appetita da molti, anche da società esterne. Ma la forza di Report è nel gruppo che l’ha portata avanti con coraggio e indipendenza nella continuità. E il futuro e la salvaguardia di Report è solo nella continuità».

Le accuse di omofobia

Ranucci risponde anche alle accuse di omofobia: «Significa non conoscere la mia storia». E ricorda le inchieste realizzate negli ultimi anni: «Dal 2019 abbiamo fatto inchieste sui finanziamenti di oligarchi russi verso gruppi ultracristiani americani che lavoravano contro i diritti degli omosessuali». E aggiunge: «Sono stato accusato di omofobia il giorno dopo aver mandato in onda una trasmissione che difendeva i gender a scuola. È un corto circuito evidente».

La risposta a Giletti

Sulle parole di Giletti, che lo ha definito «una delusione umana», Ranucci replica con amarezza: «Dispiace se l’ho deluso. Ma chi più di me ha provato il suo stesso stato d’animo quando ha cercato di rivelare la nostra fonte, delegittimandola?». Il riferimento è all’inchiesta sull’incontro tra Renzi e Mancini: «Giletti si è recato con una telecamera nascosta davanti alla scuola dove la nostra fonte accompagnava le figlie e ha rivelato la città dove viveva».

Le indagini sull’attentato

Infine, sulle indagini legate all’attentato subito, Ranucci respinge le insinuazioni: «Non credo siano ferme, sono in mano a un nucleo di investigatori e a magistrati di grande spessore». E conclude: «Agli attacchi sono abituato, lo sono meno i miei familiari e chi mi vuole bene. Ma sanno che è il prezzo da pagare se vuoi contribuire a lasciare alle future generazioni un mondo migliore».

leggi anche