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Il ministro Nordio e il sistema para-mafioso del Csm: «Sono parole di Di Matteo»

16 Febbraio 2026 - 08:21 Alba Romano
carlo-nordio-camera
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Il Guardasigilli: sconcertato per le reazioni della sinistra

Si dice «sconcertato» per le reazioni «di una sinistra che in questa campagna referendaria sta facendo scorrettezze uniche». In un colloquio con il Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio reagisce attaccando dopo le polemiche per la sua frase sulla scelta dei componenti del Csm in un’intervista al Mattino di Padova.

Il sistema paramafioso

«Ne ho altre. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una», continua Nordio precisando: «Ma non è mica mio quel giudizio. Fossi matto. Io in questi casi ormai cito gli altri. Perché io non sono nessuno. Queste parole le aveva dette Nino Di Matteo, nel 2019, a un quotidiano», dice citando l’intervista dell’ex pm antimafia di Palermo che presentò la sua candidatura tuonando contro le «degenerazioni del correntismo» del Csm anche se, ricorda il quotidiano, si era professato contrario al sorteggio e a una ‘riforma punitiva’.

I cartelli

Nordio punta il dito contro quei cartelli che invitano a votare no al referendum per non avere giudici controllati dal governo: «Neanche i pm sotto l’esecutivo, ipotesi che non è mai esistita. Ma addirittura i giudici sotto l’esecutivo: cose da far rizzare i capelli». L’antidoto a «queste fake news dei sostenitori del no» il guardasigilli lo ha immaginato «ritorcendogli contro» le dichiarazioni fatte in passato dagli stessi magistrati che ora avversano la riforma. «Siccome ho una memoria di ferro me le sono ricordate tutte. Le sto andando a riprendere e ne ho fatto una raccolta. E loro non si rendono conto che io sto semplicemente citando le loro parole», conclude.

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