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Il caso dei carabinieri indagati per tentata estorsione, l’arresto del turista a cui chiedono 102mila euro di danni: «Ma un video li smentisce»

25 Febbraio 2026 - 22:32 Giovanni Ruggiero
Carabinieri di spalle
Carabinieri di spalle
Nel verbale i militari avevano dichiarato di essere stati colpiti con calci e pugni. Il turista però ha raccontato un'altra versione sull'arresto in un hotel: un video gli darebbe ragione

La Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati quattro carabinieri con le accuse di tentata estorsione, lesioni e calunnia in relazione a un arresto avvenuto il 2 novembre in un albergo di Sestri Levante. Al centro della vicenda, spiega l’Ansa, c’è un cliente francese di 49 anni dell’Hotel dei Castelli che, dopo aver saldato il conto di 12mila euro, aveva dato in escandescenze accusando la struttura del furto di un orologio da 10mila euro e minacciando di farla chiudere. Il direttore ha chiamato il 112 e all’arrivo della pattuglia, alla richiesta dei documenti, l’uomo avrebbe reagito colpendo uno dei militari. Da lì è scattato l’arresto.

Il video che smentisce la versione dei carabinieri

Alla direttissima il francese, difeso dall’avvocato Salvatore Calandra, ha denunciato di essere stato picchiato senza motivo mostrando i segni sul volto e alle mani. Nel verbale i carabinieri avevano scritto che l’uomo li avrebbe aggrediti con calci, pugni e un morso, ma la difesa ha prodotto un video che racconterebbe una storia diversa. Nelle immagini si vede il cliente in piedi nella hall con i documenti in mano: viene improvvisamente ammanettato, gettato a terra, immobilizzato per oltre dieci minuti e poi caricato di forza sull’ambulanza.

I carabinieri e il risarcimento

L’uomo è attualmente a processo per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I quattro militari avrebbero inizialmente chiesto un risarcimento di 102mila euro, successivamente ridimensionato a 36mila. Il loro legale, l’avvocato Giuseppe Gallo, ha precisato che le consulenze mediche «sono state prodotte nel fascicolo del dibattimento penale solo per consentire al giudice di esprimere un’oggettiva valutazione sulla condotta dell’arrestato» e ha aggiunto che i suoi assistiti «hanno presentato una controdenuncia per calunnia», respingendo ogni accusa e sostenendo la correttezza del loro operato, «tanto che l’arresto era stato convalidato».

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