Svolta nelle indagini sulle tre suore trucidate in Burundi: arrestato un 50enne a Parma

I carabinieri di Parma hanno arrestato un uomo coinvolto nell’uccisione delle tre missionarie saveriane italiane brutalmente assassinate nel 2014 a Bujumbura, in Burundi. Suor Olga Raschietti (83 anni), suor Lucia Pulici (75 anni) e suor Bernardetta Boggian (79 anni) vennero aggredite e uccise nel corso di due diversi assalti alla loro missione nel convento dove erano impegnate da sette anni.
Il triplice omicidio in Burundi nel 2014
Suor Olga Raschietti e suor Lucia Pulici furono uccise nel pomeriggio del 7 settembre 2014. L’assassino le sgozzò e poi si accanì sul cadavere di una di loro, colpendone ripetutamente il viso con una pietra. La terza vittima, suor Bernardetta Boggian, fu invece uccisa nella notte tra il 7 e l’8 settembre. Era stata lei a ritrovare in una pozza di sangue i cadaveri delle consorelle, ma aveva deciso di non abbandonare l’alloggio, scelta che probabilmente la consegnò nelle mani dell’assassino (o degli assassini). Anche per lei andò incontro a una fine cruenta: fu uccisa e decapitata, con il suo capo reciso e posto vicino al cadavere.
La svolta nelle indagini
Subito dopo i delitti fu arrestato un 33enne, Christian Claude, che secondo la polizia era convinto che il convento dove vivevano le religiose era stato costruito su un terreno che apparteneva ai suoi genitori. Un arresto che, però, già dodici anni fa fu bollato come depistaggio. Le indagini si riaprirono nel 2024 e oggi hanno portato all’arresto di Harushimana Guillaume, 50enne originario del Burundi che vive a Parma da diversi anni.
Il coinvolgimento del 50enne nel triplice omicidio
Al 50enne, arrestato a Parma, viene contestato il ruolo di istigatore e co-organizzatore logistico dei delitti. Secondo gli inquirenti, le suore sono state uccise per aver espresso il rifiuto di collaborare per l’aiuto alle milizie burundesi in Congo. Per gli investigatori, il 50enne avrebbe svolto sopralluoghi, prestato garanzie sulla disponibilità di denaro destinate agli esecutori, avrebbe recuperato la chiave per entrare nell’abitazione delle suore e avrebbe acquisito camici da chierichetti da far indossare agli assassini per non far sorgere sospetti sulla loro presenza all’interno della missione.
Le nuove indagini partite da un libro
A far partire l’indagine sul caso delle tre suore italiane massacrate in Burundi ha contribuito il libro Nel cuore dei misteri, della giornalista Giusy Baioni. È sulla scorta dell’input giornalistico, spiega la procura, che i pm hanno deciso di aver aperto un fascicolo, con immediata delega ai carabinieri del Nucleo investigativo di Parma per avviare accertamenti.
