Studente con disabilità escluso dalla gita perché «disturba», i compagni non vogliono stare in stanza con lui. La denuncia della madre

«Accettate queste condizioni o resta a casa». È l’aut aut che si è trovata di fronte la famiglia di Alessandro (nome di fantasia), uno studente con disabilità del Cesenate, finito al centro di un amaro caso di esclusione scolastica. Il viaggio d’istruzione di tre giorni previsto per maggio rischia ora di saltare perché mancano le adesioni minime del 70%, ma il vero scoglio è il veto posto da alcuni compagni di classe. Tre studenti hanno, infatti, messo la condizione che parteciperanno alla gita solo se non dovranno condividere la camera con Alessandro. Secondo il loro racconto, il ragazzo disturberebbe il riposo notturno, costringendoli a doversi occupare di lui. Accusa respinta dalla madre. «Mio figlio si sa gestire autonomamente in tutte le attività legate al quotidiano e la notte non ha alcun problema a dormire e non si sveglia facilmente», dichiara la donna a La Nazione.
Il precedente in classe
Le divisioni tra studenti pare siano frutto di un precedente caso dello scorso anno, quando durante un’altra gita Alessandro era stato isolato dai compagni, che si erano spostati in massa in altre stanze lasciandolo solo. In quell’occasione, il ragazzo aveva dovuto chiedere aiuto alla madre, presente come docente accompagnatrice. E ora la situazione è precipitata. La proposta emersa in classe, a questo giro, è stata ancora più forte perché, per loro, Alessandro potrebbe partecipare, ma solo a patto di dormire in stanza con la madre.
La delusione della madre
Di fronte a quello descritto dalla famiglia coinvolta come un fallimento del progetto educativo della classe, la madre ha deciso di ritirare sia la propria disponibilità come accompagnatrice, sia la partecipazione del figlio. «Come madre e insegnante ritengo manchino i presupposti fondamentali», spiega con amarezza. «La gita non è un viaggio di piacere tra amici, ma un’occasione in cui si impara prima di tutto a vivere insieme condividendo e assumendosi delle responsabilità, che sono il presupposto per crescere». Il caso è stato ufficialmente segnalato al dirigente scolastico e al provveditorato.
[Foto di copertina da archivio]
