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Torino, viene bocciato e dà fuoco all’auto della prof per vendetta. Le chat che incastrano lo studente: «Gliela faccio pagare…»

22 Marzo 2026 - 19:42 Alba Romano
macchine scuola auto bruciata prof
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Il giovane è indagato, assieme a un presunto complice, di danneggiamento aggravato con pericolo di incendio

Ha dato fuoco alla macchina della sua insegnante perché lo aveva bocciato. È questa l’ipotesi al centro dell’indagine della procura di Torino su un caso avvenuto nel novembre 2025, quando la professoressa di un istituto tecnico ha trovato la propria macchina incendiata in un parcheggio poco distante dalla scuola. Per il caso risultano indagate due persone per danneggiamento aggravato con pericolo di incendio. Si tratta dello studente della professoressa e un presunto complice. Secondo gli inquirenti, il gesto sarebbe stato una ritorsione per la bocciatura subita dal ragazzo l’anno precedente.

Il rogo 

La dinamica ricostruita dagli investigatori parla di un’azione pianificata. L’auto sarebbe stata cosparsa di liquido infiammabile, probabilmente benzina, e poi incendiata. A far scattare l’allarme è stato un barista della zona, che avrebbe notato i due giovani aggirarsi con una tanica di plastica poco prima del rogo. All’arrivo delle forze dell’ordine, i sospetti avevano ancora con sé il contenitore, elemento che ha rafforzato i primi indizi a loro carico.

Le chat dello studente

Decisive, per delineare il movente, sono state anche alcune conversazioni in chat acquisite dagli investigatori. Qui lo studente manifestava apertamente il proprio risentimento per i voti ricevuti, arrivando a insultare l’insegnante. «A quella stronza della prof, gliela faccio pagare», è uno dei messaggi agli atti delle indagini. Le varie chat hanno contribuito a chiarire il quadro accusatorio e portato alla denuncia a piede libero per entrambi. La docente, ascoltata in procura, ha raccontato di essere «cascata dalle nuvole perché non mi ha mai minacciata» e ha riferito di ricordare l’alunno come «indisciplinato e poco incline allo studio», ma senza aver mai immaginato un odio così profondo.

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