Bonus nido 2026, le novità sul nuovo Isee e la validità delle domande: chi può chiedere l’aiuto e quanto può ricevere

L’Inps ha riaperto la sezione per presentare la domanda del bonus asilo nido o del contributo per il supporto domiciliare ai bambini sotto i tre anni con gravi patologie croniche. Le richieste possono essere inviate in autonomia da martedì 31 marzo sul portale inps.it, nella sezione «Sostegni, Sussidi e Indennità», previa autenticazione con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato. Una delle novità principali introdotte quest’anno, come spiega il Sole 24 Ore, è che la domanda accolta vale fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Dal secondo anno in poi non serve rifarne una, basta accedere a quella già registrata e selezionare le mensilità per cui si richiede il contributo.
Gli importi del bonus asilo nido e il nuovo ISEE di riferimento
Dal 2026 gli importi sono parametrati al nuovo Isee per prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dalla legge di Bilancio 2025, che neutralizza l’assegno unico e universale percepito dai componenti del nucleo familiare. I nuovi parametri di calcolo dell’Isee prevedono anche franchigie più alte sulla prima casa, con la soglia sul valore catastale che sale a 91.500 euro per buona parte dei nuclei famigliari e a 120.000 euro per le famiglie che vivono nei capoluoghi delle città metropolitane. Per i bambini nati fino al 31 dicembre 2023 il contributo annuale è di 3.000 euro con ISEE fino a 25.000 euro, 2.500 euro fino a 40.000 euro e 1.500 euro oltre quella soglia. Per i nati dal 1° gennaio 2024 il bonus sale a 3.600 euro con ISEE fino a 40.000 euro, mentre rimane a 1.500 euro per redditi superiori o in assenza di ISEE.
Chi può richiedere il bonus e quali spese sono rimborsabili
Il bonus è destinato a cittadini italiani, comunitari o titolari di permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, residenti in Italia. La domanda va presentata dal genitore che sostiene la spesa della retta e appartiene al nucleo familiare del minore. Per il contributo domiciliare, invece, richiedente e bambino devono avere residenza nello stesso comune. Le spese rimborsabili comprendono la retta mensile, l’eventuale quota per la fornitura dei pasti relativa alla stessa mensilità, l’imposta di bollo e l’Iva agevolata. I pagamenti possono essere effettuati anche da un terzo, purché si alleghi fotocopia del documento d’identità del pagante e una dichiarazione che attesti che la spesa è stata sostenuta per conto del genitore.
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La circolare Inps sul Bonus asilo nido 2026
Prenotazione delle risorse e cosa succede se sono esaurite
La prenotazione del contributo avviene nel momento in cui la documentazione necessaria viene allegata alla domanda, con data e ora di presentazione che fanno fede. Se le risorse disponibili sono già esaurite, la richiesta viene messa in lista d’attesa, nella speranza che le somme prenotate da altri richiedenti risultino inutilizzate. L’Inps consiglia di prenotare tutte le mensilità dell’anno solare già in fase di compilazione, nel rispetto del limite massimo di 11 mensilità per anno, da gennaio a dicembre. Per «asilo nido» si intendono, come chiarito dalla circolare 123/2025, i nidi e micronidi, le sezioni primavera, gli spazi gioco e i servizi educativi in contesto domiciliare.
Bonus nido e contributo domiciliare: i due aiuti non sono cumulabili
Un aspetto da tenere bene a mente è che il bonus asilo nido e il contributo per il supporto presso la propria abitazione sono incompatibili tra loro nello stesso anno solare. Ricevere anche solo una mensilità di bonus nido preclude automaticamente l’accesso all’altro aiuto. Questo perché, spiega l’istituto, i due strumenti rispondono a esigenze diverse: il primo copre la retta della struttura, il secondo è pensato per le famiglie che assistono a casa bambini con gravi patologie croniche.
