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La chat di una classe alle elementari finisce dal Garante della privacy. «Messaggi diffusi senza consenso»

02 Aprile 2026 - 17:26 Alba Romano
chat classe whatsapp garante privacy
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Il caso partito da Treviso, dove una mamma ha notato i suoi messaggi girare in altre conversazioni sulla piattaforma

Una chat dei genitori di una classe di una scuola elementare di Treviso è finita sotto la lente del Garante della privacy. A presentare l’esposto, a Roma, è stato l’avvocato Alberto Bozzo su richiesta di una delle mamme che ha notato i suoi messaggi diffusi in altri gruppi WhatsApp, senza il suo consenso. Uno sfogo, il suo, in cui se la prendeva sia con le maestre che con la dirigenza scolastica. Messaggi in un turbinio di altri in cui figurano anche insulti tra altre mamme che però non sono oggetto del ricorso. Ne dà oggi notizia il Corriere di Treviso.

Chat diffuse in altre chat: cosa dicono le sentenze della Cassazione

Sarebbe attesa in giornata la decisione dell’Authority che potrebbe fare giurisprudenza, dato che i messaggi diffusi in chat terze senza consenso dell’autore sono episodi che capitano molto spesso, specialmente via Whatsapp e specialmente i contesti come quelli scolastici. «I messaggi WhatsApp costituiscono corrispondenza a tutti gli effetti dopo la sentenza della Corte costituzionale del 27 luglio 2023», precisa l’avvocato Bozzo. Sulla questione c’è anche una decisione della Consulta che ha individuato come «corrispondenza» le comunicazioni telematiche riservate, inclusi messaggi già ricevuti e conservati in altri dispositivi. Non solo, un’altra sentenza della Corte di Cassazione del 24 settembre 2023 individua il un gruppo WhatsApp «per natura destinato a un numero ristretto di persone che si accettano a vicenda: lo scambio di comunicazioni resta riservato o comunque non dà luogo a una diffusione incontrollata come avviene sui social». Non resta da aspettare se il Garante sancirà una violazione della privacy o meno.

(Foto di Ravi Sharma su Unsplash)

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