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Gravina si dimette, Buffon lo segue: «Volevo farlo subito». Terremoto nella Federcalcio dopo il disastro della Nazionale, mistero su Gattuso

02 Aprile 2026 - 17:23 Stefania Carboni
Gigi Buffon, Rino Gattuso e Gabriele Gravina
Gigi Buffon, Rino Gattuso e Gabriele Gravina
Qualcuno avrebbe invitato l'ex portiere azzurro ad aspettare di lasciare l'incarico di capo delegazione, dopo la finale persa contro la Bosnia in finale dei playoff. Se ne va il presidente della Figc, ma sul futuro della Nazionale, a cominciare dal Ct, è ancora tutto da chiarire

Gabriele Gravina ha annunciato le dimissioni da presidente della Figc durante il vertice con le componenti federali. Le elezioni per le nuove cariche saranno indette per il 22 giugno. A lasciare dopo la terza mancata qualificazione a un mondiale per la Nazionale di calcio è anche il capo delegazione, Gigi Buffon. Sui social, l’ex portiere azzurro ha spiegato le ragioni di una scelta che definisce «un atto di responsabilità» e che avrebbe voluto prendere subito dopo la sconfitta nella finale dei playoff contro la Bosnia. Qualcuno però lo avrebbe invitato ad aspettare. Con le dimissioni del presidente federale Gravina, ha deciso di non rimandare oltre: «Ora mi sento libero di fare quello che sento», ha scritto. Ancora da chiarire la posizione del ct Rino Gattuso, di cui non si sarebbe discusso ancora nella riunione dei vertici della Federcalcio.

Perché Buffon lascia: il fallimento Mondiale pesa più di tutto

Nominato capo delegazione nell’agosto del 2023, Buffon riconosce apertamente il fallimento principale del suo mandato: la mancata qualificazione al Mondiale. «L’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti», ha sottolineato, aggiungendo di voler lasciare al suo successore la libertà di scegliere chi meglio riterrà opportuno per quel ruolo. Nel suo messaggio ha anche fatto un bilancio del lavoro svolto, citando l’impegno per costruire un progetto strutturato dalle giovanili fino all’Under 21 e per introdurre figure di esperienza capaci di avviare un cambiamento con visione a medio e lungo termine. Ha chiuso con un saluto: «Porto nel cuore tutto, con gratitudine. Forza Azzurri sempre».

Il vertice lampo in Ferdercalcio e l’audizione alla Camera

Un vertice durato pochissimo, circa mezz’ora. A inizio lavori, Gravina ha preso la parola rivolgendosi ai rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, spiegando il passo indietro. «La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici», riporta la Figc. Durante la riunione il presidente ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, vicinanza e sostegno. Ha inoltre detto che si è reso disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per parlare del momento di crisi del calcio italiano.

Gravina e gli sport dilettantistici: «Non volevo offendere»

Infine Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici. Sostiene che non «volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva», ma era un riferimento alle differenti normative nazionali (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici). 

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