L’immunologo Mantovani: così in casa chiunque può produrre un virus mortale

Alberto Mantovani, immunologo e presidente della Fondazione Humanitas, dice che con le nuove tecnologie e l’IA è diventato possibile produrre “in casa” un agente patogeno mortale. Può farlo persino un ragazzo. E questo a causa della Convenzione Internazionale sulle Armi Biologiche (o Bwc). «Cinquantuno anni fa 187 paesi del mondo si misero d’accordo per abolire questo tipo di ricerca. Oggi il mondo è cambiato e non c’è bisogno di ricordare l’aria che tira. È arrivato il momento di ripensare i pilastri di quel trattato».
Il virus fatto in casa
Oggi, spiega Mantovani, «anche i cani sciolti si possono improvvisare microbiologi per ingegnerizzare un microrganismo e renderlo pericoloso. L’Accademia dei Lincei di cui faccio parte, insieme a un organismo che lega scienza e società, l’International Science Council, con l’aiuto di esperti di alto livello come il microbiologo Giuseppe Ippolito ha messo a punto un documento che chiede nuove regole». Ovvero: «Nel 1975, quando la convenzione è entrata in vigore, la lista degli agenti biologici utilizzabili per guerre o attentati aveva un inizio e una fine. Comprendeva botulino, antrace, batterio della peste, ricina, virus delle febbri emorragiche. Sapevamo a cosa prestare attenzione. Oggi con strumenti potenti di ingegneria genetica come Crispr-Cas9, metodi di biologia sintetica inimmaginabili mezzo secolo fa e la diffusione dell’intelligenza artificiale, il ventaglio delle possibilità di attacco microbiologico o biologico si è allargato in modo indeterminato».
La difesa
Ma una difesa è possibile: «Gli organismi internazionali, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, possono codificare i nuovi pericoli e mettere a punto i metodi di sorveglianza. Si deve ad esempio intercettare chi acquista strumenti sospetti in quantità sospette. Dagli anni ’40 gli Usa mettevano a punto armi batteriologiche in una base militare nel Maryland, poco lontano da Washington, chiamata Fort Detrick. Dopo l’entrata in vigore della convenzione quei laboratori sono stati trasformati in un centro di ricerca contro il cancro. Ci ho lavorato nel 1985-86. Era una soddisfazione usare per la lotta ai tumori degli strumenti pensati inizialmente per la guerra».
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La famiglia dei pox
Oggi, spiega Mantovani, «si possono ad esempio prendere virus della famiglia dei pox, parenti del vaiolo, e introdurvi mutazioni genetiche per renderli più aggressivi. Questi microrganismi sanno come aggirare o manipolare il nostro sistema immunitario, si sono evoluti con questo fine. Uno o più interventi di ingegneria genetica possono trasformarli in agenti patogeni capaci di sfuggire alle nostre difese». Servirebbero poche competenze: «Qualcuno degli studenti universitari cui ho fatto lezione stamattina potrebbe riuscirci». E non molte attrezzature: «Dipende dai rischi che si è disposti a correre. Solo un laboratorio molto avanzato permette di manipolare microrganismi pericolosi senza rischiare di contagiarsi, ma se si riducono le precauzioni ci si può accontentare di strumenti anche più artigianali. Potrebbero essere non più difficili da reperire di un carburatore online».
I kit acquistabili online
E sui kit per sottoporre batteri a ingegneria genetica tramite Crispr che si acquistano online, Mantovani dice che «bisognerebbe aumentare la sorveglianza. Un’altra strada per ottenere armi batteriologiche potrebbe essere manipolare i geni che conferiscono resistenza agli antibiotici. Avremmo microbi insensibili a tutte le terapie». Infine: «Gli ultimi esempi di attentati batteriologici sono le lettere all’antrace negli Stati Uniti nei primi anni Duemila, che hanno causato cinque morti e una ventina di avvelenati. Più di recente ci sono state le lettere alla ricina indirizzate alla Casa Bianca e ad alcuni parlamentari americani».
