Papa Leone XIV e la croce portata lungo tutta la via Crucis. Le chiamate a due leader mondiali prima del cammino

Sono circa 30 mila le persone che hanno seguito oggi al Colosseo la Via Crucis presieduta da Papa Leone XIV. Prima di portare la croce per tutte e 14 le stazioni oggi il Pontefice ha avuto due telefonate importanti: una con il presidente israeliano Herzog, l’altra con il leader ucraino Zelensky. Un invito alla pace e a porre fine ai conflitti.
Le stazioni e quei messaggi dedicati ai «figli falcidiati nelle zone di guerra»
«C’è chi crede di avere ricevuto un’autorità senza limiti», si legge nel testo preparato da padre Francesco Patton, il francescano ex Custode di Terra Santa, ma «ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto», primo tra tutti «il potere di avviare una guerra o di terminarla». Il Venerdì Santo comincia con il rito della Passione nel quale Papa Leone a capo scoperto si è prostrato a terra e poi scalzo ha baciato la croce, in segno di penitenza ma anche per implorare a Dio la fine delle ingiustizie nel mondo. Il rito della sera si è tenuto come da tradizione nel luogo simbolo del martirio cristiano: il Colosseo. Prevost ha fatto sue le parole di San Francesco, il santo della pace, di cui nel 2026 si celebrano gli ottocento anni dalla morte: «Concedi a noi miseri di fare, per tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi». La guerra, con i suoi dolori, è rievocata in tutte le stazioni: dai prigionieri privati di dignità ai figli delle madri «falcidiati nelle zone di guerra».
La chiamata a Herzog che però continua a tenere la linea di Tel Aviv
Il Pontefice con Herzog ha ribadito «la necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico, per porre fine al grave conflitto in corso, in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente». Al telefono «ci si è soffermati sull’importanza di proteggere la popolazione civile e di promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario». Herzog però ha continuato in un’altra modalità, parlando della «continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime iraniano e dei suoi proxy terroristici contro persone di tutte le fedi». «Ho ricordato i recenti attacchi missilistici iraniani su Gerusalemme che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei», avrebbe poi dichiarato. Il Pontefice ha avuto un colloquio telefonico anche con Zelensky che lo ha ringraziato e invitato in Ucraina. In questo caso il Pontefice gli ha espresso forte vicinanza.
