Claudia Conte e il giallo del documentario venduto alla Rai: come è finito nel catalogo e quanto è costato

Il fantasma del caso Boccia-Sangiuliano torna ad aggirarsi tra i palazzi della politica e i corridoi di Viale Mazzini. Al centro della nuova bufera c’è Claudia Conte, la giornalista che ha recentemente reso pubblica la sua relazione con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. A far discutere non è solo il legame sentimentale, ma una serie di messaggi sibillini affidati ai social e un documentario prodotto dalla sua società, la Shallow srls, finito nel catalogo di RaiPlay in esclusiva. Come scrive Repubblica, Conte sta adottando una strategia comunicativa fatta di allusioni: dopo aver dichiarato ai cronisti che «Presto saprete», ha aggiornato il suo stato WhatsApp con una frase emblematica: «Il silenzio del sabato santo».

Il documentario acquistato dalla Rai
Il documentario in questione, intitolato 2023. L’onda maledetta, vittime ed eroi, è diventato un piccolo caso all’interno della tv pubblica. Trasmesso in esclusiva su RaiPlay dal maggio 2024, il lavoro dura appena venti minuti e si concentra sull’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna. Secondo quanto ricostruito da Repubblica, l’opera è composta quasi interamente da materiale di repertorio dei vigili del fuoco e non darebbe voce agli sfollati o alle famiglie delle vittime, preferendo concentrarsi sulle interviste a esponenti dell’esercito, della Protezione civile e dei vigili del fuoco, ai quali vengono rivolti lunghi ringraziamenti. Nonostante la brevità e l’assenza di premi, il lavoro è stato acquistato dalla Rai per una cifra simbolica, circa 500 euro, permettendo però alla giornalista di aggiungere al proprio curriculum la prestigiosa qualifica di regista per la tv di Stato.
I libri, il Viminale e i tour nelle prefetture
Oltre all’attività cinematografica, si accendono i fari sulla promozione editoriale della Conte, in particolare per il romanzo La voce di Iside, dedicato al disagio giovanile e alla violenza di genere. Il volume è stato protagonista di diversi eventi istituzionali documentati ufficialmente sul sito del Viminale. A Pistoia, nel maggio 2024, la giornalista ha presentato il libro davanti a mille studenti, tornando poi a gennaio 2025 per parlare di bullismo. In quell’occasione, sul sito del ministero dell’Interno si leggeva che l’opera era stata «diffusa nelle scuole della provincia nell’ambito dell’organizzazione dell’iniziativa». La prefetta dell’epoca, Licia Donatella Messina, ha chiarito che non ci sono stati finanziamenti diretti dal ministero e che la giornalista non ha ricevuto «nessun gettone di presenza, solo un rimborso spese. L’ho invitata perché mi è stata presentata da amici comuni, il mondo è piccolo. Il suo libro non è un capolavoro, è un libro molto semplice, ma proprio perché semplice è stato apprezzato dai ragazzi».
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Il trasferimento a Caltanissetta e le interrogazioni politiche
Il legame professionale tra la prefetta Messina e Claudia Conte sembra essere proseguito anche dopo il trasferimento della funzionaria a Caltanissetta. Anche nella nuova sede siciliana è stato organizzato un evento in teatro per presentare il libro, notizia prontamente rilanciata ancora una volta dai canali ufficiali del ministero guidato da Piantedosi. Messina ha tenuto a precisare che «Piantedosi non c’entra nulla. Lo conosco, ma non è stato lui a presentarmi Conte», poco prima che la giornalista venisse insignita del titolo di «Ambasciatrice del sorriso nel mondo». Ma le attività della giornalista non si fermano qui: la sua nomina nel consiglio di amministrazione della Fondazione Marini a Firenze, avvenuta durante la giunta Nardella, ha sollevato le proteste di Italia Viva, che ha annunciato un’interrogazione per fare luce sui criteri di selezione. Dal partito di Matteo Renzi la richiesta è perentoria: «Chiediamo trasparenza».
