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L’accusatrice di Minetti ritratta il suo racconto: «Falsi i festini con escort»

07 Giugno 2026 - 07:59 Stefania Carboni
nicole minetti
nicole minetti
La dichiarazione giurata depositata davanti al notaio in Uruguay e arrivata a Milano questo venerdì
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Il Fatto la aveva citata più volte nel corso della sua inchiesta. Ma oggi, la massaggiatrice Graciela Mabel De Los Santos Torres ritratta le accuse. «Non ho mai visto che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione destinata ad assoldare prostitute», afferma, nero su bianco, in una dichiarazione giurata in Uruguay consegnata all’Interpol, che l’altro ieri è stata trasmessa alla Procura generale di Milano e poi al ministero della Giustizia. A riportare la notizia è oggi Repubblica.

La dichiarazione giurata dall’Uruguay di Graciela

Graciela ha lavorato per un breve lasso di tempo, secondo chi difende Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani, nella villa della coppia a Punta del Este, nel ranch “Gin Tonic”. La sua iniziale testimonianza fu raccolta da alcuni quotidiani, a partire dal Fatto, e finì anche in una intervista alla tv uruguaiana. Sulla ex consigliera lombarda, condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato, la Procura generale di Milano diretta da Francesca Nanni ha ravvisato, dopo secondi controlli, che la grazia concessa dal Quirinale è in regola. I magistrati non modificano il loro originario parere positivo e inviano una relazione al ministero della Giustizia, poi trasmessa al Capo dello Stato. Dopo, venerdì una ulteriore conferma: a Milano arriva anche la dichiarazione giurata della massaggiatrice.

«Le mie parole distorte nelle interviste»

Parole che risalgono al 29 maggio scorso, trasmesse all’Interpol e depositate presso un notaio. «Nel periodo in cui ho lavorato nella residenza “Gin tonic” non ho mai visto che la signora Minetti
fosse coinvolta in una presunta operazione destinata a reperire, attirare, assoldare o indurre a coinvolgere prostitute all’interno della residenza». Il documento, in quattro pagine, è suddiviso per capitoli. Nel primo emerge come Minetti abbia cambiato stile di vita. Nei successivi si concentra sulle modalità con le quali sono state realizzate le interviste. La massaggiatrice sostiene che non aveva dato l’autorizzazione a pubblicare il suo nome e che il senso delle sue frasi sarebbe stato distorto. È
probabile che per questo motivo ieri il ministro della Giustizia Carlo Nordio dice che sul caso «forse ci sarà qualche piccolo seguito di istruttoria, ma credo che sia risolta. L’attacco non era contro di me, ma contro il capo dello Stato». Al Fatto Graciela aveva dichiarato: «Nicole Minetti non ha mai cambiato vita, ha continuato a fare quello per cui era stata condannata in Italia, il favoreggiamento della prostituzione». Parlò di ragazze da Brasile, Argentina, Italia «per ricchi imprenditori, politici e ospiti importanti». E di Minetti: «Tutti la conoscevano. Era lei a scegliere le ragazze». Successivamente, la donna a una televisione uruguayana, aveva ridimensionato le sue parole: «Ci sono alcune cose su cui preferirei aspettare, perché mi hanno detto che forse la giustizia italiana mi chiamerà. Tutto è stato distorto, ho
molta paura di parlare
».