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Via tutti dalla Commissione Vigilanza Rai, il caos dopo le dimissioni di opposizioni, presidente Floridia e poi anche la maggioranza: perché lo hanno fatto

02 Luglio 2026 - 16:14 Giovanni Ruggiero
Barbara Floridia presidente commissione Vigilanza Rai
Barbara Floridia presidente commissione Vigilanza Rai
Via tutti i consiglieri della Commissione di Vigilanza Rai, dopo l'ultima protesta di Pd, Avs, M5s e Italia Viva. Lo scambio di accuse dopo un lunghissimo periodo di stallo in cui, di fatto, la Commissione non ha lavorato
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Tutti i membri di opposizione della commissione Parlamentare di Vigilanza Rai hanno lasciato l’incarico, compresa la presidente Barbara Floridia. E a seguire hanno preso la stessa decisione anche i consiglieri rimasti della maggioranza di centrodestra. La protesta dei parlamentari di Pd, Avs, M5s e Italia Viva arriva dopo mesi di stallo nei lavori della bicamerale, bloccata da oltre un anno perché la maggioranza non ha mai trovato un’intesa con le opposizioni sulla ratifica di Simona Agnes alla presidenza Rai.

Le parole di Barbara Floridia dopo le dimissioni da presidente

Sul suo profilo Facebook, ripreso da ANSA, Floridia ha spiegato di aver consegnato le dimissioni ai presidenti di Camera e Senato, definendo la scelta «sofferta ma necessaria e inevitabile». La senatrice M5s ha raccontato di aver «resistito alle provocazioni» e di aver cercato fino all’ultimo il dialogo, trovandosi però davanti a una maggioranza priva del «rispetto delle prerogative della minoranza». Ha parlato apertamente di «ricatto» legato al blocco sulla nomina della presidente Rai, ricordando anche l’infrazione europea ancora aperta sul Media Freedom Act, in vigore da un anno senza che il governo lo abbia mai recepito.

Cosa scrivono i commissari dimissionari nella lettera ai presidenti

Nella lettera inviata ai vertici di Camera e Senato, citata dal Corriere della Sera, i consiglieri parlano di motivazioni «gravi e strutturali» e di un «punto di non ritorno» ormai raggiunto dalla Commissione. Secondo i firmatari, negli ultimi anni si è affermata «l’idea di una Rai “pertinenza” di una maggioranza, e non come bene comune dei cittadini», al punto da svuotare di significato la parola stessa vigilanza. I commissari denunciano un vero e proprio «sequestro politico» dell’organismo, paralizzato da quella che definiscono un’imposizione della maggioranza sulla nomina del presidente, avvenuta «a dispetto del quadro normativo e di ogni forma di buonsenso».

Le accuse sulla gestione della Rai

Il documento elenca poi una serie di criticità, dal calo degli ascolti alla perdita di credibilità dell’azienda, passando per quella che i commissari chiamano «mortificazione del personale e del merito», con scelte editoriali guidate dalla fedeltà politica più che dalle competenze. Vengono citate la cancellazione di programmi «senza addurre spiegazioni», la marginalizzazione del giornalismo d’inchiesta e la riduzione degli spazi di confronto plurale. A pesare, secondo l’opposizione, c’è anche il mancato recepimento del Media Freedom Act, che avrebbe lasciato campo libero a una gestione definita «politica e “proprietaria”», fino alla vicenda della vendita degli immobili Rai.

La risposta dei consiglieri di maggioranza

In una nota, i consiglieri di centrodestra annunciano anche loro le dimissioni in massa, con l’obiettivo di resettare la Commissione. «Anche noi, come le opposizioni – si legge in una nota – ci dimettiamo dalla Commissione di vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il Presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare». E poi continuano: «Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai».