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La 16enne stuprata dal ragazzo conosciuto su Instagram, per lui niente carcere né domiciliari: la decisione del gip a Milano

22 Luglio 2026 - 12:25 Giovanni Ruggiero
violenza sessuale
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Lui 22 anni, lei 16. I primi contatti via dm su Instagram, poi l'incontro. Lo stupro in un parco alla periferia di Milano raccontato a un'amica, da cui è riuscita a scappare. Cosa ha deciso la giudice sul 22enne
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Il gip di Milano Giulia D’Antoni ha deciso di non accogliere la richiesta di carcere avanzata dalla Procura per il ventiduenne accusato di aver violentato una sedicenne conosciuta su Instagram. Al giovane, che vive in un Comune dell’hinterland milanese, è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 7. Una misura evidentemente più leggera rispetto a quanto chiesto dagli inquirenti che proponevano il carcere. Per quanto, come riporta la Repubblica, la stessa giudice ha riconosciuto nell’ordinanza il rischio concreto che il ragazzo, con qualche precedente per reati contro il patrimonio, possa ripetere lo stesso schema con altre ragazze conosciute online.

Come si sono conosciuti la vittima e il presunto aggressore

Tutto è iniziato da uno scambio di messaggi in privato su Instagram. Dopo i primi giorni di conoscenza, decidono di vedersi di persona: l’appuntamento è fissato per il 29 marzo, davanti a un supermercato nella zona sud ovest di Milano, non lontano dall’abitazione della ragazza. Da lì i due si incamminano verso un’area verde poco distante, dove trascorrono i primi momenti insieme.

Cosa è successo nel parco

Nel parco, secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra i due ci sono alcuni baci scambiati consensualmente. Il ragazzo però avrebbe cercato di andare oltre, incontrando il rifiuto della sedicenne. «Non voglio fare queste cose», avrebbe detto lei. Nonostante le sue parole, il ventiduenne avrebbe proseguito, approfittando anche del buio, arrivando a un rapporto sessuale non consenziente.

Come sono partite la denuncia e le indagini

Subito dopo i fatti, la ragazza ha trovato rifugio da un’amica, a cui ha raccontato quel che aveva subìto. La 16enne è poi tornata a casa e ha riferito tutto anche ai suoi genitori. Sono loro ad allertare le forze dell’ordine, dando avvio alla denuncia in Questura. Le indagini, coordinate dal pm Marco Cirigliano, partono dall’analisi delle chat e del profilo Instagram del sospettato, incrociate con le immagini delle telecamere della zona. La sedicenne è stata poi sentita in audizione protetta, e riconosce il volto del ragazzo tra le foto mostrate dagli investigatori.