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Un rimborso per Jessica Moretti? Su Crans-Montana parla l’assicurazione: il gelo sulla titolare del Constellation: «Pronti a resistere»

07 Ottobre 2026 - 16:55 Giovanni Ruggiero
Jessica Moretti
Fonti vicine alla Zurich spiegano per quale motivo il gruppo assicurativo ha dovuto chiedere al tribunale Vallese il via libera per versare il risarcimento. Perché la titolare del locale in cui morirono 115 persone lo scorso Capodanno aveva chiesto un indennizzo
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L’assicurazione Zurich considera priva di fondamento la richiesta di indennità per infortunio presentata da Jessica Moretti, titolare del Constellation insieme al marito Jacques e tra i principali indagati per il rogo di Crans-Montana, in cui sono morte 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite. Secondo quanto riferito all’ANSA da fonti vicine alla compagnia, Zurich si starebbe preparando a resistere con tutti gli strumenti legali a disposizione. Il nulla osta concesso dalla procura del Vallese, chiesto con una lettera inserita nel dossier dell’inchiesta, è un passaggio procedurale legato al blocco dei conti dell’assicurata. Non implica quindi alcuna valutazione nel merito né l’impegno a versare la prestazione.

Perché Moretti aveva chiesto un’indennità

La vicenda era emersa martedì 6 ottobre, quando i media svizzeri avevano rivelato che, secondo la legge svizzera sugli infortuni sul lavoro, Moretti avrebbe potuto rientrare tra i beneficiari di un’indennità giornaliera per «perdita di guadagno causata dai danni alla salute» conseguenti all’incendio di Capodanno. La possibilità era descritta in uno scambio di lettere tra Zurich e la procura del Vallese, e la pratica era all’esame della compagnia, che nella nota ai magistrati aveva chiesto e ottenuto il via libera per un eventuale versamento. A commentare il caso era stato l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, la ragazza rimasta ferita nel rogo: «Nel paradosso di questa tragedia, una delle principali indagate chiede dunque di essere indennizzata proprio per le conseguenze di quell’incendio, mentre 115 feriti e le famiglie delle 41 vittime attendono ancora verità e giustizia oltre al risarcimento degli immani danni subiti».

A che punto è l’inchiesta su Crans-Montana

Jessica e Jacques Moretti sono accusati, insieme ad altre 15 persone, di incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi. Gli accertamenti, che coinvolgono anche centinaia di parti civili, proseguono e nei prossimi mesi sono previsti vari interrogatori. Il più atteso è fissato per il 2 novembre, quando i due coniugi si confronteranno. Procede a rilento anche la rogatoria internazionale chiesta dalla procura di Roma, che ha aperto un fascicolo sui proprietari del locale. Da Sion è arrivata finora solo una lettera del 25 settembre che annuncia l’invio di una ventina di documenti, tra i quali non risulta alcun atto rilevante. Mancano i verbali degli interrogatori di diversi indagati, probabilmente per l’opposizione dei legali, e non c’è traccia delle carte sui Moretti.

Le misure cautelari per i coniugi Moretti

Jessica Moretti è sottoposta all’obbligo di firma e al divieto di espatrio e vive con i due figli piccoli nella villa di Lens, a pochi chilometri da Crans-Montana. Il marito è nel carcere di Sion dall’11 agosto, con l’accusa di averla picchiata, e per disposizione del tribunale per le misure coercitive resterà dentro almeno fino all’11 novembre. Lo stesso tribunale ha confermato per lui anche le misure cautelari legate all’inchiesta sul Constellation e ha respinto la restituzione della cauzione di circa 214mila euro, che a gennaio gli aveva permesso di lasciare il carcere. In un rapporto della polizia cantonale, incaricata di vigilare sul rispetto delle restrizioni, si legge che la donna ha espresso «timori» in vista delle festività e dell’anniversario della strage, «ritenendo che i media saranno di nuovo attivi su questa vicenda» e ipotizzando «eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime».

Cosa succederà al Constellation a un anno dal rogo

Il primo gennaio la ricorrenza sarà ricordata con una cerimonia e riporterà l’attenzione sull’edificio del Constellation. Il Comune di Crans-Montana vuole coprirlo con una palizzata di legno «per ragioni igienico-sanitarie, ma soprattutto per consentire un raccoglimento dignitoso». Nelle carte dell’inchiesta compare intanto un inventario fotografico degli oggetti ritrovati dalla polizia tra la cenere nel sotterraneo, riportato da la Repubblica: rossetti, portafortuna, una pinza per capelli fusa dal fuoco, un minuscolo rinoceronte Playmobil. L’oggetto più struggente è un post-it scampato alle fiamme, con la scritta «take care», stai attento.