Crans Montana, i quattro ragazzi feriti tornano a scuola. Per loro sedie speciali e ventilatori per la pelle

Sono arrivati tutti insieme, su un van guidato da Gabriele Bove, il padre di Leonardo. Leonardo Bove, Francesca Nota, Sofia Donadio e Kean Talingdan, quattro dei ragazzi rimasti feriti nell’incendio di Crans-Montana, lunedì 14 settembre sono tornati a scuola al liceo Virgilio di Milano. Anche i genitori sono entrati per qualche minuto, per salutare professori e vicepreside. Poi ognuno ha ripreso il proprio posto. Leonardo e Kean si sono seduti vicini, come facevano prima dell’incendio. Francesca e Sofia sono tornate accanto alle loro amiche.
«È stata un’emozione unica, è andata davvero molto bene», ha raccontato Leonardo all’Ansa alla fine della mattinata. «Mi ricordo quanto sbuffavo gli anni passati, ma oggi è andata diversamente. Non mi sarei aspettato di essere contento di andare a scuola».
Il rientro al Virgilio tra cure, sedie speciali e ventilatori
La prima giornata è durata quattro ore. «I compagni erano tutti felicissimi di rivederci, tutti con il sorriso, soprattutto quelli che non vedevamo da tempo», ha continuato il sedicenne, rimasto in ospedale per oltre sei mesi e mezzo. «Sono stati gentilissimi tutti, dai commessi ai professori. Ci siamo divertiti, in tranquillità».
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Ad aspettarli c’era una scuola un po’ diversa da quella che avevano lasciato. La loro classe, la quarta D, indirizzo Scienze umane, è stata spostata al piano rialzato, per ridurre al minimo le scale. Nell’aula sono comparse sedie più grandi e comode e sono stati sistemati due ventilatori: la pelle ustionata dei ragazzi ha ancora bisogno di temperature fresche.
Il ritorno sarà graduale. «L’obiettivo è frequentare in presenza il più possibile, al netto delle visite e delle sedute di fisioterapia che tutti dobbiamo fare e dei giorni in cui saremo particolarmente spossati», ha spiegato Leonardo. «Ma io ora sto bene, da quando sono uscito dall’ospedale sono già un’altra persona».
Per Francesca, rimasta ustionata sul 70% del corpo, il ritorno tra i banchi arriva appena un mese dopo le dimissioni dal Niguarda, dopo 224 giorni di ricovero. «Non ci aspettavamo che nel giro di poco potesse riprendere addirittura la scuola. Siamo contentissimi», hanno raccontato i genitori Stefano Nota e Marilisa fuori dal liceo Virgilio. Francesca vorrebbe trascorrere a scuola più tempo possibile: «Ha una gran voglia di fare tutto l’anno in presenza, vuole tante persone intorno. Vedremo se riuscirà a stare cinque o sei ore in classe».

