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Addio agli istituti tecnici, saranno tutti licei: l’ultima novità di Valditara. Cosa cambia e qual è l’obiettivo del ministro

11 Settembre 2026 - 15:39 Ygnazia Cigna
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In arrivo un decreto. L'annuncio del ministro dell'Istruzione e del Merito: «Credo che la scuola costituzionale, che mette alla pari tutti i ragazzi, non possa più distinguere il liceo e l’istituto»
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Addio alla distinzione tra licei, istituti tecnici e istituti professionali. Almeno sulla carta, è la direzione verso cui vuole andare il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha annunciato l’intenzione di inserire in un prossimo decreto legge una proposta per cambiare la classificazione delle scuole superiori. «Credo che la scuola costituzionale, che mette alla pari tutti i ragazzi, non possa più distinguere il liceo e l’istituto», ha detto il ministro. L’obiettivo, ha spiegato, è riconoscere «pari dignità» ai diversi percorsi senza, però, uniformarne i contenuti.

Cosa prevede la proposta di Valditara

La proposta non cancellerebbe le differenze tra i percorsi di studio, ma punta a intervenire unicamente sulla loro denominazione e sull’impostazione complessiva del sistema. Secondo Valditara, anche gli istituti tecnici e professionali dovrebbero puntare su una formazione di qualità capace di valorizzare le diverse inclinazioni degli studenti. «Dobbiamo far sì che ci sia una formazione di qualità che valorizzi ovviamente i talenti diversi di ogni nostro giovane», ha aggiunto il ministro.

La riforma degli istituti tecnici di Valditara

L’annuncio arriva mentre è appena entrata nella fase operativa una delle principali riforme volute dallo stesso ministero per la formazione tecnica e professionale. Da quest’anno scolastico 2026/2027, infatti, il modello della filiera tecnologico-professionale 4+2 diventa ufficialmente un sistema ordinario, dopo qualche anno di fase sperimentale. Il percorso prevede quattro anni di scuola superiore seguiti da due anni nei cosiddetti ITS Academy, con l’obiettivo di creare un collegamento più diretto tra formazione e mondo del lavoro.

La scuola-azienda

Uno degli elementi centrali della riforma è proprio il rapporto con le imprese. Secondo l’impostazione del ministero, ogni istituto deve proporre almeno un percorso realizzato in collaborazione con ITS e aziende, subordinato alla valutazione della qualità del progetto. L’idea è quella di avvicinare maggiormente i percorsi scolastici alle competenze richieste dal mercato del lavoro, intervenendo anche sull’organizzazione dell’offerta formativa.

Le polemiche

Una trasformazione che di certo non mette d’accordo tutti. La riforma degli istituti tecnici e professionali è stata contestata duramente in questi anni da diverse organizzazioni sindacali, che hanno espresso preoccupazione per quello che hanno definito un rischio di «destrutturazione del sistema educativo». Nel mirino è finita anche la gestione della filiera tecnologico-professionale attraverso le Reti o Campus e il maggiore coinvolgimento di soggetti privati nella progettazione dell’offerta formativa. Ora Valditara rilancia con un’ipotesi ancora più ampia, quella di superare anche sul piano formale la distinzione tra licei e istituti, ma mantenendo percorsi e insegnamenti differenti. La proposta dovrà essere inserita in un prossimo decreto legge. Al momento, dunque, non si tratta ancora di una modifica già entrata in vigore.

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