Scuola, risultati Ocse-Pisa ai minimi in Francia, Spagna e nord Europa. L’est Asia guida la classifica

Ogni tre anni l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) mette alla prova milioni di quindicenni nello stesso modo, negli stessi giorni e con le stesse domande. È il test PISA (Programme for International Student Assessment) e non chiede quanto gli studenti sanno a memoria, ma se sanno usare ciò che apprendono. L’edizione 2025 è stata la più grande di sempre con 760mila studenti e 91 Paesi. Il risultato è una mappa di chi arretra, chi tiene e chi corre. Francia e Spagna sono i paesi del crollo record, Turchia e Regno Unito vanno controcorrente e poi l’est asiatico comanda la classifica.
Il quadro negativo francese
Per la Francia, i dati Ocse mostrano una situazione allarmante con crolli in tutti e tre gli ambiti di valutazione, nonché i punteggi più bassi mai registrati dall’avvio del sistema di valutazione nel 2000. Seppur Parigi si collochi ancora nella media dei Paesi Ocse, rispetto al 2022 i risultati segnalano un calo di 4 punti in scienze, di 16 in matematica e di 18 in lettura. Un quadro negativo soprattutto perché secondo il report 20 punti rappresentano circa un anno di scolarizzazione: gli studenti francesi, quindi, sarebbero vicini alla perdita di un’intera annualità di apprendimento perduta.
Allargando lo sguardo all’ultimo decennio, tra il 2012 e il 2025 i punteggi di scienze sono passati da 499 a 483, di letteratura da 505 a 456 e di matematica da 484 a 458. La Francia, però, rimane ancora nella media Ocse che, rispettivamente per le tre materie, è di 486, 466 e 469 punti.
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Un dato che va in controtendenza rispetto al calo generale è la riduzione del divario di rendimento tra studenti di contesti socioeconomici avvantaggiati e svantaggiati. Parallelamente, però, si riduce anche la quota di eccellenze: in matematica gli studenti di livello più alto sono il 5%, contro l’11% del 2015, in lettura sono ancora il 5%, contro il 13% di dieci anni fa. Secondo Éric Charbonnier, specialista in materia di istruzione dell’Ocse, le cause del calo non risiederebbero tanto nel sistema scolastico in sé perché la Francia ha un livello di spesa per l’istruzione tra i più alti, quanto nei continui cambiamenti e riforme a cui le scuole sono sottoposte, che non permettono continuità nell’apprendimento.
Cala la Spagna
I dati spagnoli sono ancora più netti con 457 punti in matematica, 451 in lettura e 477 in scienze, tutti sotto la media Ocse. Rispetto al 2022, la Spagna perde, rispettivamente, 16, 23 e 8 punti. Insieme al crollo nei tre ambiti, diminuiscono anche gli alunni al livello 5/6 di Ocse, ovvero nella fascia delle eccellenze, che ora sono solo il 7%. Mentre aumenta l’insuccesso scolastico, arrivando al 18,4% degli studenti sotto il livello 2 di sufficienza.
I cali più significativi sono stati nella Comunità Valenciana e nei Paesi Baschi con, rispettivamente, -58 e -47 punti nella lettura, -38 e -22 punti in matematica e -33 e -21 punti nelle scienze. Perdite che accomunano tutte le comunità autonomo, ad eccezione della Castiglia-La Mancia che segnala un +10 punti in scienze. I dati poi potrebbero non rappresentare totalmente la realtà in quanto la Catalogna ha escluso il 23% dei suoi studenti, ovvero quelli con bisogni educativi speciali. Secondo gli esperti, i risultati potrebbero essere addirittura peggiori. Tra le cause indicate ci sono l’eredità della didattica a distanza durante il Covid, l’abbassamento degli standard didattici, la recente riforma dell’istruzione del governo Sánchez e l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale tra gli studenti.
Il caso del Nord Europa
Non va meglio per i Paesi del nord Europa. L’Islanda ha registrato il calo maggiore tra tutti gli Stati partecipanti per due dei tre ambiti. I risultati di Reykjavík sono calati di 37 punti in scienze, di 46 in matematica e di 64 in lettura. Un trend negativo che era già emerso nel 2022, quando le rilevazioni avevano fornito dati inferiori rispetto alla valutazione del 2018. L’Islanda non è poi un caso unico: un peggioramento generale è stato registrato per Svezia, Norvegia e Danimarca.
I Paesi in cui gli studenti migliorano
Il quadro internazionale, però, non è così desolante come sembra e molti Paesi hanno registrato dati migliori rispetto al 2022. Nelle scienze sono migliorati notevolmente Costa Rica, Slovacchia e Turchia. E hanno ottenuto risultati più alti nelle tre materie, tra gli altri, Cambogia, El Salvador, Georgia, Uruguay e Uzbekistan. Un miglioramento a macchie invece per il Regno Unito, con ottimi risultati degli studenti dell’Inghilterra e cali in lettura e matematica per quelli di Scozia e Galles. Segno di sistemi scolastici regionali molto diversi tra loro.
Le eccellenze
Per osservare le eccellenze bisogna guardare a est con Giappone, Singapore e Cina che guidano la classica in tutte e tre le materie con una media, rispettivamente, di 538, 560 e 597 punti. Risultati ben sopra la media Ocse che si attesta a 482 punti che equivalgono a cinque anni di scolarizzazione in più secondo le stime di Pisa 2025.

