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Ritorno in aula, il 55,9% degli studenti ha scelto un liceo

04 Settembre 2026 - 11:54 Michela De Marchi
Il 55,9% degli studenti hanno scelto di frequentare un liceo
Il 55,9% degli studenti hanno scelto di frequentare un liceo
In calo gli alunni dei professionali e stabili gli iscritti ai tecnici. Il dossier evidenza differenze di genere e di territorio
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Mancano pochi giorni all’avvio delle lezioni per gli alunni delle scuole superiori di secondo grado di tutta Italia. Alcuni di loro rientreranno nelle aule che già conoscono, mentre per altri sarà l’inizio di un nuovo percorso di quattro o cinque anni. E per l’anno scolastico 2026-2027 oltre la metà dei ragazzi ha scelto di iscriversi a un liceo, come emerge dal report di Save the ChildrenAttraversamenti. La formazione tecnica e professionale: tra percorsi di riforma, equità e orientamento”.

La ricerca

Il dossier evidenzia un dato in mutamento in questi ultimi 10 anni. Dal 2015 al 2025 i licei hanno registrato un aumento di 100mila studenti, di fronte alla perdita di 103 mila alunni dei professionali e alla stabilità del numero degli iscritti negli istituti tecnici. Le percentuali parlano chiaro: il 55,9% dei ragazzi ha scelto un liceo, il 30,8% l’area tecnica e il 13,3% quella professionale. Ma non è tutto. Il report sottolinea anche una forte differenza territoriale. Nelle regioni del Centro-Sud (Lazio, Sicilia, Abruzzo, Campania, Molise e Umbria) il 60% dei giovani hanno optato per un percorso liceale. Una percentuale che cambia guardando a Emilia-Romagna e Veneto, dove ha prevalso l’area tecnica e professionale. Resta invece spaccata la Lombardia con il 49,4% degli alunni iscritti ai licei e il 50,6% ai tecnici o professionali.

Genere e indirizzi

Il report scava più a fondo, guardando la composizione delle classi e le scelte degli indirizzi. Innanzitutto, c’è un marcato squilibrio di genere. Durante l’anno scolastico 2024-2025, le studentesse dei licei rappresentavano il 61,5%, negli istituti professionali scendevano al 44,2% e in quelli tecnici diminuivano ulteriormente al 31,8%. Focalizzandosi invece sull’area professionale, gli esperti di Save the Children hanno rilevato che l’indirizzo più scelto è Enogastronomia e ospitalità alberghiera (4,2%), a cui seguono Servizi per la sanità e l’assistenza sociale (2,3%), Manutenzione e assistenza tecnica (1,9%), Servizi commerciali (1,4%) e Industria e artigianato per il Made in Italy (1,1%).

Il modello 4+2

Non manca poi l’attenzione sulla riforma della filiera tecnico-professionale con il modello 4+2, che sembra non attrarre molti ragazzi. L’obiettivo di tale innovazione è di creare un ponte tra scuola, specializzazione e mondo del lavoro con percorsi superiori di quattro anni, a cui si possono aggiungere due anni negli ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori). La riforma è stata avviata dall’anno scolastico 2024-2025 per proseguire nel 2025-2026 con 442 percorsi quadriennali di istruzione tecnica e professionale in 307 scuole, principalmente del Sud e delle Isole. Solo l’1,9% dei ragazzi però ha optato per questo modello. Il problema principale, secondo il dossier, è che il percorso di quattro anni deve assicurare la qualità e la completezza educativa che di solito viene raggiunta con cinque anni di superiori. A ciò si aggiunge la difficoltà delle famiglie ad avere informazioni chiare su cosa sia il modello 4+2 e quali siano gli sbocchi successivi.

L’istruzione e formazione professionale

Un focus viene posto anche sugli IeFP (Istruzione e Formazione Professionale), percorsi che permettono di inserirsi da subito nel mondo del lavoro con contratti di apprendistato e alternanza scuola-lavoro. In tre anni consentono di conseguire la qualifica di istruzione e formazione professionale e in quattro anche il diploma. Questo modello viene scelto in prevalenza al Nord, con il 67,4% degli iscritti dal primo al quarto anno, a cui segue il Sud con il 21,4% e il Centro con l’11,2%. Nel corso degli anni, però gli studenti del primo anno sono diminuiti del 37,7% e solo il 10% termina il percorso quadriennale.

La dispersione scolastica

Infine, un tema sollecitato da Save the Children è il contrasto alla dispersione scolastica, verso cui l’Italia ha compiuto notevoli progressi negli anni. Stando al report, oggi l’8,2% dei ragazzi tra 18 e 24 anni possiede solo la licenza media. Un dato in miglioramento che però evidenzia ancora una differenza territoriale con un Nord-Est che si ferma al 6,8% di giovani che non intraprendono un percorso superiore, contro il 13,7% delle Isole. A ciò si aggiunge una distinzione anche nel tipo di scuola frequentata. La dispersione scolastica nei licei è dell’1,3%, nei tecnici sale al 3,7% e nei professionali arriva al 5,3%.

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