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Fa uno sgambetto alla compagna di classe, lei si rompe due denti: la Cassazione condanna la scuola a risarcirla con oltre 9mila euro

02 Settembre 2026 - 18:56 Ygnazia Cigna
giudice sentenza scuola cassazione
giudice sentenza scuola cassazione
Il caso giudiziario si è concluso ora dopo più di dieci anni, ma i fatti risalgono al 2013, quando la studentessa aveva appena 8 anni e frequentava una scuola elementare di Pescara
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Oltre 9 mila euro di risarcimento per una bambina che, durante la ricreazione, era caduta dopo uno sgambetto di un compagno e si era rotta due denti. A stabilirlo è stata la Cassazione, che ha riconosciuto la responsabilità dell’amministrazione scolastica per la mancata vigilanza durante l’intervallo. Il caso giudiziario si è concluso ora dopo più di dieci anni, ma i fatti risalgono al 2013, quando la studentessa aveva appena 8 anni e frequentava una scuola elementare di Pescara.

La caduta

Quel giorno, dopo la mensa, gli alunni stavano giocando nel cortile. Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, la bambina aveva spinto un compagno e, poco dopo, mentre la classe si preparava a rientrare, il bambino aveva reagito facendole uno sgambetto. La caduta aveva provocato la frattura di due incisivi superiori. L’insegnante presente non si era accorto dell’accaduto e, secondo la Cassazione, non aveva quindi potuto intervenire per interrompere la situazione prima che si verificasse l’incidente.

La richiesta di risarcimento

Come riferisce Orizzonte Scuola, i genitori avevano chiesto al ministero dell’Istruzione 14mila euro, considerando sia le spese odontoiatriche già sostenute sia quelle che la figlia avrebbe dovuto affrontare in futuro. La richiesta era stata respinta dal Tribunale dell’Aquila nel 2017, secondo cui il fatto non sarebbe stato prevedibile per l’insegnante. Anche la Corte d’Appello, nel 2021, aveva confermato quella decisione. La famiglia ha quindi deciso di rivolgersi alla Cassazione.

La vigilanza degli insegnanti

È proprio sulla vigilanza degli insegnanti che si concentra la decisione della Suprema Corte. Secondo i giudici, infatti, non basta sostenere che la caduta sia avvenuta improvvisamente per escludere la responsabilità della scuola. L’amministrazione deve dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per impedire il verificarsi del danno. Nel caso esaminato, invece, il docente non aveva rilevato il primo comportamento della bambina né aveva adottato provvedimenti, come un richiamo o la separazione dei due alunni, che avrebbero potuto interrompere la dinamica sfociata nella caduta.

Il risarcimento

La Cassazione ha, però, riconosciuto anche una quota di responsabilità a carico della stessa bambina e dei suoi genitori, quantificata nel 30%, in relazione al primo spintone dato al compagno. Nel calcolo del risarcimento sono stati considerati 2.960 euro per l’invalidità permanente, quantificata nel 2%, 431 euro per l’inabilità temporanea e 9.900 euro per le future spese odontoiatriche indicate nella documentazione medico-legale. Una volta applicata la riduzione per il concorso di colpa e sottratta la somma già corrisposta dall’assicurazione della scuola, il risarcimento è stato fissato in 9.303 euro.

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