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Crans-Montana, il ritorno a casa di Francesca dopo 220 giorni: «Oggi è un altro compleanno»

14 Agosto 2026 - 10:29 Olga Colombano
crans montana dimessa niguarda
crans montana dimessa niguarda
Era l'ultima italiana ancora ricoverata dopo l'incendio di Capodanno: dopo più di 50 interventi è stata dimessa dal Niguarda e ora inizia il percorso di ritorno alla normalità.
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Dopo più di 220 giorni di ricovero, anche Francesca, l’ultima italiana ancora in ospedale dopo l’incendio al Le Constellation di Crans-Montana, è stata dimessa dal Niguarda. «Oggi è una seconda data di nascita, un altro compleanno», ha raccontato al Corriere della Sera appena uscita dall’ospedale milanese. Francesca era l’ultima degli undici ragazzi italiani rimasti ricoverati dopo la tragedia e, dopo oltre 50 interventi, può finalmente tornare a casa. «Ho voglia di entrare in casa mia, rivedere la camera, il mio letto, tutte le cose che mi sono mancate in questi mesi. E poi ho voglia della cena di stasera, finalmente posso mangiare il sushi», ha raccontato.

Le cure all’ospedale Niguarda

Il percorso di Francesca è stato lungo e complesso e ha coinvolto, oltre molti interventi, numerosi operatori sanitari. Il padre racconta che, nel corso dei mesi, il personale dell’ospedale è diventato per la famiglia una seconda casa: «Sono come fratelli maggiori, siamo diventati una grande famiglia. Chiamano Francy Fragola». Prima di lasciare il Niguarda, Francesca ha voluto infatti salutare le persone che l’hanno accompagnata durante il ricovero: «Ho salutato tutti: i medici della terapia intensiva, del centro ustioni e dell’ultimo reparto in cui sono stata, quello di chirurgia plastica. Ho salutato soprattutto gli infermieri e gli operatori socio sanitari».

Il ritorno alla normalità

La dimissione rappresenta un traguardo importante, ma per Francesca le cure non sono ancora finite. «Verranno gli infermieri a casa per le medicazioni e dovrò fare fisioterapia e sottopormi a interventi laser», ha spiegato. La ragazza dovrà inoltre proteggere la pelle dal sole utilizzando un ombrello anti-UV, creme, cappello e occhiali scuri. «La strada è ancora lunga, ma questo è il primo passo», ha detto. Il pensiero va anche ai ragazzi che non sono sopravvissuti. Francesca ha voluto dedicare proprio a loro la sua uscita dall’ospedale: «A Chiara, Achille, Giovanni, Riccardo, Sofia ed Emanuele».

La possibile riapertura dei ristoranti dei Moretti

Nel frattempo, a Crans-Montana si discute anche della possibile riapertura di «Senso» e «Le Vieux-Chalet», due ristoranti di proprietà di Jacques e Jessica Moretti, titolari del Le Constellation. I due, che risultano sotto indagine per omicidio, lesioni e incendio, non sarebbero però direttamente coinvolti nella gestione dei locali, che sarebbero stati affittati a un’altra persona. Nonostante questo, la possibile ripartenza delle attività ha suscitato forti polemiche. Circa 50mila persone hanno firmato una petizione per contestarla, definendola «indecente». Anche il padre di Francesca ha espresso la propria posizione: «Gli svizzeri sono stati bravi a curare i nostri ragazzi e spero che lo siano anche ad applicare la legge. Attendiamo pene esemplari per queste persone che hanno rovinato la vita a 150 famiglie».

L’incendio di Capodanno

L’incendio di Crans-Montana è scoppiato nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026, durante i festeggiamenti di Capodanno al Le Constellation, nella località sciistica del Canton Vallese, in Svizzera. Il rogo ha provocato 115 feriti e 41 vittime tra cui anche diversi italiani. Con le dimissioni di Francesca, tutti gli italiani trasferiti al Niguarda di Milano hanno lasciato l’ospedale.

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