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Affonda a Porto Cervo un superyacht da 30 metri: il danno economico enorme e la consegna appena quattro giorni fa

12 Agosto 2026 - 18:10 Cecilia Dardana
yacht angiola porto cervo affondato
yacht angiola porto cervo affondato
L'imbarcazione "Angiola II" è naufragata tra Capo Ferro e l'isola dei Cappuccini a causa di un'avaria al motore e un principio d'incendio. Nessun ferito e nessun danno ambientale riscontrato finora
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Uno yacht di lusso di 30 metri dal valore di oltre 8 milioni di euro, l’Angiola II (noto anche come Angiola), è affondato nella serata di martedì 11 agosto al largo della Costa Smeralda, nelle acque tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro. A condannare l’imbarcazione è stata un’avaria al motore seguita da un principio d’incendio: un guasto fatale arrivato ad appena quattro giorni di distanza dalla consegna al nuovo proprietario, un imprenditore italiano. Come scrive Superyacht Times, le 14 persone a bordo, tra ospiti ed equipaggio, sono state tempestivamente tratte in salvo senza riportare ferite, mentre ora l’attenzione delle autorità è tutta rivolta al relitto adagiato sul fondale, per scongiurare disastri ambientali in attesa delle complesse operazioni di recupero.

Il gusto al motore e le fiamme

L’emergenza è scattata quando un guasto improvviso nel vano motori ha innescato le fiamme. Dopo essere riusciti a estinguere il principio d’incendio, le persone a bordo hanno dovuto abbandonare lo yacht, che aveva iniziato a imbarcare acqua. I passeggeri hanno trovato immediata accoglienza a bordo di alcuni natanti privati che incrociavano nelle vicinanze, per poi essere trasferiti in sicurezza a Poltu Quatu. Il proprietario ha invece atteso sul posto l’arrivo della Guardia Costiera e degli uomini della Capitaneria di Porto di La Maddalena, che hanno preso in carico il coordinamento delle operazioni.

Lo yacht adagiato su un fianco e il rischio di danno ambientale

Ora lo yacht si trova adagiato su un fianco a circa sette metri di profondità. Dalle prime verifiche non risultano fuoriuscite di carburante, ma per precauzione l’area attorno allo scafo è stata isolata con panne di contenimento. Il relitto verrà monitorato costantemente fino all’arrivo di un rimorchiatore di una ditta specializzata, a cui spetterà il delicato compito di riportarlo in superficie.

L’acquisto appena quattro giorni fa

Il naufragio risulta ancora più amaro considerando i tempi della compravendita: l’imprenditore italiano aveva infatti preso in carico il suo nuovo yacht solo qualche giorno prima. L’imbarcazione era stata varata originariamente nel luglio 2020 dal cantiere italiano Permare, sotto il brand Amer Yachts. Sesto scafo della Serie Amer F100 (precedentemente noto con i nomi di The Limbo e Arsana), il natante vanta un’architettura navale curata da Verme Projects e interni firmati Wilmotte & Associés Architectes. Con una stazza di 145 tonnellate, cinque eleganti cabine per gli ospiti e alloggi per l’equipaggio, l’Angiola II era spinto da quattro potenti motori Volvo Penta, capaci di spingerlo fino a una velocità massima di 26 nodi. Le autorità locali hanno già avviato le indagini per accertare le cause esatte che hanno innescato l’avaria.

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