La quarta ondata di calore è la più lunga finora, a Roma l’estate più calda da 25 anni. Temporali in arrivo, allerta gialla in Campania

La quarta ondata di calore dell’estate 2026 sta dimostrando di essere la più lunga ed estenuante della stagione. Iniziata lo scorso 29 luglio, la bolla di aria africana sembra destinata a mantenere l’Italia nella morsa del caldo torrido almeno fino al 17 agosto, raggiungendo la quota record di ben 20 giorni consecutivi con temperature costantemente al di sopra della norma. Un fenomeno che non rappresenta più un’eccezione isolata, ma la manifestazione di una trasformazione più profonda del clima continentale.
Perché il caldo non dà tregua
A preoccupare gli esperti non è soltanto l’intensità delle temperature, ma soprattutto la drastica riduzione dei periodi di refrigerio tra una fiammata e l’altra. Se la prima ondata di maggio era durata tra gli 8 e i 9 giorni ed era stata seguita da oltre due settimane di refrigerio, già tra la seconda (a fine giugno) e la terza (a metà luglio) gli intervalli di tregua si sono assottigliati ad appena una settimana. «È in corso un cambiamento strutturale, nel quale l’anticiclone africano si è spostato più a Nord rispetto al passato», spiega all’Ansa Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento. «Una volta le ondate di calore derivavano da temporanei spostamenti verso Nord dell’anticiclone africano e si tornava alla normalità quando entrava in azione l’anticiclone delle Azzorre. Ora vediamo che la struttura che porta aria molto calda dal Nord Africa tende a inglobare l’Italia in maniera molto più stabile e prolungata».
A Roma l’estate più calda degli ultimi 25 anni
A confermare la severità della stagione sono i dati elaborati dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Aubac) sulla serie storica 2002-2026 della stazione di Roma-Macao. Il bilancio tra il 1° giugno e il 10 agosto incorona il 2026 come l’estate più calda degli ultimi venticinque anni nella Capitale, superando persino lo storico e drammatico precedente del 2003. Con una temperatura media di 28,7 °C e una minima media di 23,2 °C, il 2026 conquista il primato assoluto. A impressionare sono gli indicatori di persistenza: i giorni torridi sopra i 35 °C sono stati ben 38 (contro i 19 del 2003), le notti tropicali sopra i 25 °C hanno toccato quota 23 (erano 11 nel 2003) e la sequenza ininterrotta di caldo intenso si è protratta per 14 giorni consecutivi.
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«Nelle ondate di calore non è soltanto il picco raggiunto nelle ore centrali a determinare gli effetti più gravi, ma la mancanza di tregua tra il giorno e la notte», osserva Marco Casini, segretario generale dell’Autorità. «Sono le notti senza sollievo a pesare maggiormente sulle persone fragili, sugli anziani e su chi vive nelle aree urbane più dense. Il caldo non è un’emergenza da fronteggiare, ma una condizione da gestire: occorre adattare le città a estati più lunghe, aumentando l’ombra e la vegetazione e riducendo le superfici impermeabili».
L’Europa stravolta e i dati del programma Copernicus
Il quadro della Capitale riflette una tendenza globale sempre più marcata. A livello continentale, il Servizio Copernicus per il Cambiamento Climatico segnala che il bimestre giugno-luglio 2026 è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale dall’inizio delle rilevazioni ERA5 nel 1979, superando di circa 0,9 °C il precedente primato del 2022. Il solo mese di luglio 2026 si è piazzato al secondo posto tra i più caldi di sempre nella regione, con picchi storici in Francia (+3,8 °C rispetto alla media).
August 5, 2026
Come documentato dal Corriere della Sera, le rilevazioni satellitari mostrano la geografia europea pesantemente segnata dalla siccità e dagli incendi: il fiume Po ai minimi storici, il ghiacciaio dell’Adamello in drammatico ritiro e ampie aree verdi bruciate dal sole, da Hyde Park a Londra fino alla Gironda e ai dintorni di Madrid. Un’emergenza estesa anche ai mari, con l’oceanografo Ronan McAdam del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici che sottolinea aumenti fino a 8 °C sopra la norma nel bacino occidentale del Mediterraneo.

20 città da bollino rosso e l’allerta temporali al Sud
In Italia il disagio bioclimatico resta massimo. Il ministero della Salute indica ben 20 città con il bollino rosso, tra massime costantemente superiori di 7-8 gradi rispetto alle medie del periodo e un picco di afa notturna che investirà gran parte delle pianure del Nord e le zone costiere. Tuttavia, l’estremo calore accumulato sulla superficie innesca violenti contrasti termici. In Campania, la Protezione Civile ha diramato un’allerta meteo gialla per il pomeriggio di martedì 11 agosto nelle zone interne e sulla Penisola Sorrentino-Amalfitana, dove sono attesi temporali improvvisi, grandinate e forti raffiche di vento ad alto rischio idrogeologico.
Quando arriva il fresco
Una via d’uscita dall’infinita stasi africana inizia a intravedersi all’orizzonte. Secondo le analisi di Lorenzo Tedici de iLMeteo.it, la quarta ondata di calore potrebbe spezzarsi tra lunedì 17 e martedì 18 agosto. La svolta arriverà dall’Oceano Atlantico: una forte perturbazione attualmente in transito sui Grandi Laghi tra USA e Canada intraprenderà un lungo viaggio verso Nord-Est, sfilando sotto la Groenlandia e l’Islanda per poi attraversare la Francia e fare il suo ingresso sul Mediterraneo. Il suo arrivo dovrebbe spezzare la bolla calda, portando un deciso calo delle temperature all’indomani del weekend di Ferragosto.

