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Caldo, il vero problema non sono i 40 gradi di giorno ma le notti tropicali: i consigli del Ministero per dormire in questo periodo

19 Giugno 2026 - 19:46 Francesca Milano
notti_tropicali
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Non è solo un modo di dire: le "notti tropicali" (quelle sopra i 20 gradi) sono un indicatore climatico fondamentale per misurare il caldo. E quest'anno rischiano di essere più degli anni scorsi
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Arriva il caldo torrido e tutti si concentrano sulle temperature massime. I 38 o 40 gradi registrati nelle ore più calde finiscono nei titoli dei giornali e nei bollettini meteo. Eppure, secondo gli esperti, uno degli aspetti più preoccupanti delle estati bollenti è ciò che accade dopo il tramonto: le cosiddette “notti tropicali”, quelle in cui la temperatura minima non scende mai sotto i 20 gradi.

Il fenomeno non è soltanto una sensazione condivisa da chi si rigira nel letto senza riuscire a prendere sonno. È un indicatore climatico ufficiale utilizzato dagli scienziati per misurare l’intensità e la frequenza degli episodi di caldo estremo.

Quanto sono frequenti le notti tropicali

I dati raccolti dall’ISPRA mostrano una tendenza molto chiara: negli ultimi decenni il numero di notti tropicali in Italia è aumentato in modo preoccupante. L’istituto segnala che nel 2024 sono state registrate in media 25,2 notti tropicali in più rispetto al valore medio del periodo climatico di riferimento 1991-2020.

Per il 2025 non esistono ancora dati ufficiali, ma i primi bilanci regionali confermano che il fenomeno non si è arrestato: in Veneto le notti tropicali sono state il doppio della norma climatica e in Piemonte città come Novara hanno superato le cinquanta notti con temperature minime sopra i 20 gradi.

E quest’anno la situazione è destinata a peggiorare: proprio in questi giorni, nelle città, il termometro non scenderà sotto i 20 gradi nemmeno a notte fonda.

Perché le notti sono diventate così importanti

La differenza tra una giornata molto calda e una notte tropicale è che durante la notte il corpo umano dovrebbe avere la possibilità di recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno. Quando le temperature restano elevate anche nelle ore notturne, questo meccanismo naturale diventa più difficile.

Come ricorda il ministero della Salute, le ondate di calore rappresentano un rischio soprattutto per anziani, bambini piccoli, persone affette da patologie croniche e soggetti fragili. Tra i fattori che aumentano il rischio figurano anche le condizioni abitative sfavorevoli, come vivere in appartamenti poco ventilati o privi di sistemi di raffrescamento.

Non a caso tra i consigli forniti dal ministero c’è quello di favorire il ricambio d’aria durante la notte e nelle prime ore del mattino, quando le temperature lo consentono.

I consigli pratici per combattere le notti tropicali

Dormire quando il termometro non scende sotto i 20 gradi può essere difficile, ma alcuni accorgimenti aiutano a ridurre il disagio. Molti dei consigli arrivano direttamente dal ministero della Salute, che ogni estate pubblica indicazioni per affrontare le ondate di calore.

  • A cena meglio pasti leggeri

La sera è preferibile evitare cene abbondanti, cibi molto grassi, elaborati o particolarmente piccanti. Il Ministero consiglia di privilegiare alimenti freschi e facilmente digeribili, consumando frutta e verdura di stagione e limitando l’alcol. Anche le bevande contenenti molta caffeina andrebbero consumate con moderazione.

  • Quali lenzuola usare

Per favorire la dispersione del calore è consigliabile utilizzare lenzuola leggere in cotone o lino, materiali che favoriscono la traspirazione. Lo stesso vale per il pigiama: meglio indumenti leggeri e realizzati con fibre naturali.

  • Se non hai il condizionatore, gioca d’anticipo

Il modo più efficace per mantenere fresca una casa è evitare che si surriscaldi durante il giorno. Il Ministero raccomanda di tenere chiuse finestre, persiane e tapparelle nelle ore più calde e di aprire le finestre soltanto durante la notte e al mattino presto, quando l’aria esterna è più fresca.

  • Attenzione ai ventilatori

Contrariamente a quanto si pensa, il ventilatore non abbassa la temperatura della stanza: muove soltanto l’aria. Per questo gli esperti consigliano di non puntarlo direttamente sul corpo e ricordano che, quando la temperatura interna supera i 32 gradi, può diventare poco efficace e addirittura favorire la disidratazione.

  • Una doccia sì, ma non gelata

Per abbassare la temperatura corporea il Ministero suggerisce docce o bagni tiepidi. L’acqua molto fredda può infatti provocare uno shock termico e risultare meno utile di quanto si creda.

  • Bere anche se non si ha sete

Durante le ondate di calore è importante mantenere una buona idratazione anche nelle ore serali. Le indicazioni ufficiali suggeriscono di bere regolarmente acqua e consumare frutta fresca ricca di liquidi, evitando alcolici e bevande molto zuccherate.

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