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Crans-Montana, dopo 8 mesi lascia l’ospedale l’ultima paziente curata a Milano: «Missione compiuta»

13 Agosto 2026 - 17:23 Chiara Pancari
crans montana dimessa niguarda
crans montana dimessa niguarda
Francesca, 17 anni, ha lasciato oggi il Centro Ustioni del Niguarda, dove era stata ricoverata dopo l’incendio di Capodanno. Ora per i giovani feriti inizia un lungo percorso di riabilitazione
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È stata dimessa oggi dal Centro Ustioni del Niguarda di Milano anche Francesca, l’ultima dei dodici ragazzi trasferiti nel capoluogo lombardo dopo il grave incendio di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Con il suo ritorno a casa si conclude la fase ospedaliera per tutti i pazienti curati a Milano. «Missione compiuta», ha commentato l’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, ricordando la promessa fatta ai genitori nelle ore immediatamente successive alla tragedia.

Oltre 50 interventi chirurgici

Per curare i dodici feriti, dieci dei quali giovanissimi, è stato necessario un lungo lavoro che ha coinvolto oltre 100 operatori sanitari nelle prime fasi dell’emergenza. I pazienti sono stati trasferiti in elicottero da Areu e accolti al Niguarda, dove sono stati sottoposti a più di 50 interventi chirurgici e, complessivamente, ad almeno 30 medicazioni in sedazione ciascuno. La Banca dei Tessuti ha inoltre messo a disposizione oltre 25mila centimetri quadrati di cute per il trattamento delle ustioni. La dimissione non segna però la fine delle cure: per i ragazzi comincia ora un lungo percorso di riabilitazione fisica e psicologica, che per alcuni comprende anche interventi alla mano per recuperare la mobilità compromessa dalle cicatrici.

L’incendio

L’incendio di Crans-Montana è avvenuto nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, durante i festeggiamenti di Capodanno nel bar Le Constellation, una discoteca della località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese, in Svizzera. Le fiamme avevano provocato 41 morti e oltre 100 feriti, molti dei quali in condizioni gravi. Tra le persone soccorse c’erano anche diversi italiani, trasferiti in parte negli ospedali di Milano per ricevere cure specialistiche. Tra loro i 12 pazienti ora tutti dimessi dal Niguarda, dopo mesi di interventi e riabilitazione.

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