Fano, il cane in catena e le minacce alle guardie ecozoofile: don Polverari denunciato da tre membri dell’Oipa
Teneva il cane legato a una catena e, quando gli hanno contestato il fatto, ha iniziato a minacciare ripetutamente gli ispettori. Così don Marco Polverari, sacerdote di Fano e cappellano dell’ospedale Santa Croce, è stato denunciato per tre volte ai carabinieri. A esporre i fatti sono state tre guardie ecozoofile dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), una a Urbino e due a Fano, che hanno consegnato ai militari anche le foto delle condizioni del cane e gli audio delle telefonate in cui il cappellano rivolgeva loro intimidazioni.
Cos’è successo nella casa del sacerdote a Fano
Don Marco Polverari, 66enne, è da 26 anni al servizio della comunità di San Marco, dove realizza il presepe che ogni Natale attira migliaia di visitatori. Ma dallo scorso 25 settembre è diventato protagonista di una vicenda che stride con l’ideale di amore e cura verso il prossimo che professa. Il tutto inizia con una segnalazione al nucleo Oipa di Pesaro e Urbino: un cittadino avrebbe visto un cane tenuto in catena in via della Tombaccia, a Fano. Così quattro giorni dopo, il 29 settembre, due operatrici fanno un sopralluogo nella casa, dove abita il don, per verificare lo stato dell’animale. Il sacerdote apre loro la porta e consente l’ispezione senza problemi, finché non riceve una multa di 250 euro: le guardie gli contestano l’uso delle catene e sostengono che non sia conforme alle regole di detenzione del cane.
Iniziano le minacce di Don Polverari
Don Polverari non avrebbe accettato la sanzione e anzi avrebbe minacciato: «Passerete guai seri, ve la farò pagare» come riporta Il Resto del Carlino. Ma il sacerdote non si sarebbe fermato alle intimidazioni in presenza. Poco dopo il controllo, avrebbe chiamato una delle due guardie, inveendo nuovamente, e nello stesso pomeriggio avrebbe contattato direttamente l’Oipa. Stando alla ricostruzione fatta dalle operatrici, il don avrebbe minacciato ancora: «Ve la farò pagare, vi capiterà sicuramente qualcosa di brutto, non finisce qui». Infine avrebbe sostenuto di essere intoccabile grazie ad alcune sue conoscenze che gli «coprirebbero le spalle», tra cui l’Arma dei Carabinieri, il sindaco e la curia.
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Perché il sacerdote è stato denunciato tre volte
Le minacce, come riferiscono le coordinatrici dell’Oipa, sarebbero continuate per giorni, fino allo scorso 6 ottobre quando l’associazione avrebbe ricevuto un’ulteriore chiamata. «Ci sarà una sorpresa, non finisce qua» avrebbe detto Don Polverari. Dalla segnalazione di un cittadino e dal controllo in casa, la vicenda è sfociata così in tre denunce da parte della coordinatrice e delle collaboratrici dell’Oipa. A loro sostegno, le guardie hanno portato ai carabinieri le foto delle condizioni del cane e quattro registrazioni delle telefonate ricevute dal sacerdote. Sono ora in corso gli accertamenti da parte dei militari e le responsabilità sono ancora da accertare.
Foto di copertina: l’immagine del cane tenuto a catena nella casa a Fano di Don Polverari (crediti: Il Resto del Carlino)

