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Garlasco, il dossier inedito sulle gemelle Cappa: l’appunto della Pg e gli elementi «mai considerati»

09 Ottobre 2026 - 05:45 Alessandro D’Amato
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Risale al 2023: le indagini dei carabinieri di Milano e l'archiviazione di Venditti. L'inchiesta e il Dna di Ignoto 2 ancora non riconosciuto. E la terza traccia scomparsa
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Un vero e proprio dossier su Paola e Stefania Cappa. Valutato dai magistrati di Pavia due anni prima dell’apertura dell’indagine su Andrea Sempio. E archiviato. Le gemelle, mai indagate, sono sempre state vittima di gossip mediatico. A partire dal famigerato fotomontaggio che le ritraeva insieme a Chiara Poggi, vittima dell’omicidio del villino di via Pascoli a Garlasco. Nel 2023 le indagini le fecero i carabinieri del nucleo investigativo di Milano. E nel materiale oggi depositato è presente un appunto di polizia giudiziaria anonimo che ricapitola i «fatti mai approfonditi» e gli «elementi mai considerati» nell’indagine.

Garlasco e il dossier sulle gemelle Cappa

Il Giornale spiega oggi in un articolo di Luca Fazzo che la procura non crede a un ruolo delle gemelle nell’omicidio. Per il procuratore Fabio Napoleone e l’aggiunto Stefano Civardi l’unico colpevole è Sempio. L’atto è stato depositato «per completezza». E per dimostrare che le indagini del 2007 sono state fatte in modo superficiale. Il fascicolo contro ignoti aperto nel 2023 porta il numero 7270. I carabinieri di Milano nel 2020 avevano lavorato sulle minacce a Giada Boccellari, avvocata di Alberto Stasi. Il rapporto venne archiviato da Mario Venditti. La storia comincia quando un carabiniere si presenta in procura a Pavia per consegnare quattro documenti. Tre sono i decreti di archiviazione delle vecchie indagini.

Il quarto documento

Il quarto contenuto in una «falsa copertina» agli atti di un altro fascicolo, è la «nota relativa alla famiglia Cappa». I temi sono sempre gli stessi. Ovvero la bicicletta nera Raleigh di Stefania Cappa, considerata compatibile con quella vista dal testimone davanti al villino della famiglia Poggi. Il famigerato teste che avrebbe visto la madre in auto nelle ore in cui diceva di essere a casa. E infine il racconto di Ermanno Cappa e la ricevuta di un telepass che lo smentirebbe. Si dice che la bici di Stefania avrebbe le «medesime caratteristiche» di quella vista da una teste davanti a casa di Chiara. In realtà non è così.

La cugina

Si indica come elemento sospetto che Stefania conoscesse «la casa e la vittima, ed essendo cugina di Chiara frequentava la casa». Ma questo è normale visto che era la cugina di Chiara. Ma si parla anche di elementi mai valorizzata. Per esempio riguardo Paola Cappa, finora considerata insospettabile perché il giorno del delitto camminava con stampelle e tutore per i postumi di una operazione: «In data 13.2.2008 sequestrano il tutore. Che accertamenti hanno fatto sul tutore???». Si parla anche della mancata perquisizione in casa Cappa e del fatto che la famiglia avesse una copia delle chiavi della villetta.

L’inchiesta e il Dna di Ignoto 2

Intanto il quotidiano torna anche a parlare del Dna di Ignoto 2 trovato su un’unghia della vittima. Le analisi hanno escluso che fosse di Alberto Marino, l’ufficiale che nel 2007 operava come consulente della procura di Pavia. L’analisi della genetista Denise Albani si era concentrata sul materiale trovato sulle estremità di due dita (di mani diverse) della vittima. La risposta da una parte diceva che la probabilità che l’aplotipo Y428 – MDX5 e Y429 – MSX1 fosse di Sempio è da «476 a 2153 volte» maggiore che appartenesse a qualcun altro. Ma dall’altra aveva scritto che la riconducibilità a Sempio (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) era «da moderatamente forte a forte».

La terza traccia

Ma nella perizia si parlava anche di una terza traccia. Per l’aplotipo misto Y432 – MSX4 «è emersa l’esclusione di tutti i soggetti di interesse». E rimane il mistero. Nel frattempo Libero torna sul capitano Marino. Dalle carte del fascicolo acquisito al laboratorio di Parma dalla procura di Pavia sono emerse ora le lettere inviate da Marino alla polizia municipale di Milano, con oggetto «richiesta di cancellazione di eventuali verbali di infrazione» per i giorni 7, 10, 14, 17, 18, 19, 29 e 30 novembre 2011. In quelle date il consulente si era «recato con il mezzo proprio… presso il Tribunale di Milano in quanto convocato dalla dott.ssa Laura Barbaini».

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