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Mario Roggero, la lettera dal carcere e le riflessioni «impensabili» sull’omicidio dei due rapinatori

11 Ottobre 2026 - 18:23 Alba Romano
Mario Roggero in tribunale
Il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi si confessa dopo i primi tre mesi in cella a Bollate con un testo alla trasmissione "Fuori dal Coro"
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«Entrare in carcere ad oltre 72 anni, dopo una intensa e onesta vita lavorativa durata oltre mezzo secolo, è stato per me molto devastante, sia a livello psicologico che soprattutto fisico». Mario Roggero racconta così i primi mesi di detenzione nel carcere di Bollate, a Milano, dove sta scontando la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi. Il gioielliere piemontese è stato condannato per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, nel 2021.

Cosa c’è nella lettera del gioielliere

Le parole sono contenute in una lettera che sarà letta questa sera a Fuori dal Coro, la trasmissione condotta da Mario Giordano in prima serata su Retequattro. Nel messaggio, Roggero descrive l’impatto della reclusione e il confronto forzato con una realtà fino a quel momento estranea alla sua esperienza. «Essere comunque relegato fra quattro mura, mi ha fatto conoscere una realtà composta da persone a me completamente sconosciuta», scrive. Il gioielliere racconta di aver avuto tempo per ripensare a quanto accaduto e di stare maturando nuove riflessioni sul caso. «Ho avuto modo, forzatamente, di riflettere sui fatti avvenuti e sto cogliendo aspetti del tutto nuovi e impensabili, che sto approfondendo a poco a poco», si legge nella lettera, senza ulteriori precisazioni sui contenuti di queste considerazioni.

«Voglio abbracciare chi mi sta vicino»

«Sono ormai quasi tre mesi che sono recluso presso il carcere di Bollate, qui a Milano. Voglio ora abbracciare virtualmente e ringraziare i milioni di italiani che mi sono stati e mi stanno vicino con il loro affetto e non solo. Un caro saluto a tutti», conclude nelle missiva.

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