Midterm Usa, Musk dona 276 milioni di dollari per salvare i gruppi repubblicani. Il possibile riavvicinamento tra il patron di Tesla e Trump
Elon Musk torna nella politica americana con donazioni per 276 milioni di dollari a gruppi repubblicani e al proprio super PAC (Political Action Committee). A rivelarlo è il New York Times, secondo cui il proprietario di Tesla, con questo sostegno economico, punta a salvare la maggioranza repubblicana al Senato. E diventa anche il maggior finanziatore della campagna di Midterm.
Come sono stati divisi i 276 milioni di dollari
Ben 158 milioni di dollari sono stati destinati al Senate Leadership Fund, super PAC legato ai vertici del partito al Senato. Proprio i PAC sono organizzazioni che raccolgono e spendono denaro per sostenere o contrastare candidati politici. Con tale cifra, Musk batte ogni record e supera quanto abbia mai donato qualsiasi sostenitore democratico al corrispettivo del proprio schieramento. Altri 76 milioni sono andati ad America PAC, fondato dal patron di Tesla nel 2024. I restanti 42 milioni sono stati distribuiti tra il Congressional Leadership Fund (20 milioni), il Lone Star Liberty PAC (10 milioni), l’Associazione dei governatori repubblicani (10 milioni) e quella dei procuratori generali repubblicani (2 milioni).
In Texas la campagna “porta a porta”
Al centro dell’operazione c’è il Texas, a cui America PAC ha destinato circa un terzo delle spese per creare una campagna “porta a porta”. Con quasi 3 mila attivisti pagati, si conta di coinvolgere 6,5 milioni di case prendendo in considerazione soprattutto i conservatori che votano raramente. Proprio questa parte di elettorato, secondo l’America PAC, va spinta alle urne puntando su temi come le questioni transgender e il presunto socialismo degli avversari.
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Il rapporto tra Trump e Musk
Così Musk torna in scena senza comizi, maxi-assegni e post su X. Quindi completamente diverso rispetto alla campagna elettorale del 2024, in cui aveva avuto un ruolo fondamentale per la vittoria di Donald Trump. Due anni fa, infatti, il miliardario è stato tra i principali finanziatori della rielezione del presidente, con circa 290 milioni di dollari. Inoltre, dopo il ritorno del tycoon alla Casa Bianca, Musk aveva assunto la guida del Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE).
Il rapporto tra i due, però, si è incrinato a maggio 2025 quando il patron di Tesla ha attaccato il grande pacchetto di spesa e tagli fiscali voluto dall’amministrazione Trump. Il presidente ha risposto minacciando di rivedere contratti e sussidi pubblici alle sue aziende. Lo scontro si è poi prolungato portando a un progressivo raffreddamento del rapporti tra i due e solo ora, dopo un anno e mezzo, sembra esserci stato un riavvicinamento. Musk è tornato a finanziare i repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato e Trump, giovedì 8 ottobre, lo ha definito «il nostro Thomas Edison dei giorni nostri».

