Gli eredi del proprietario triplicano l’affitto, 94enne rischia lo sfratto, la figlia: «Non gliel’ho ancora detto. Morirebbe»
Franca ha 94 anni, è vedova, si muove con un deambulatore e vive da sola in una casa a Firenze. Il suo contratto di locazione è valido fino a febbraio, poi verrà sfrattata. Nella casa di 70 metri quadrati nella zona nord del capoluogo toscano la donna vive dagli anni Sessanta, prima insieme al marito, poi sola. Dopo la morte del proprietario gli eredi hanno deciso di alzare l’affitto: da 450 euro al mese a 1.200, cifra che l’anziana non può permettersi. La storia ricorda quella di Maricarmen, l’87enne spagnola sfrattata dalla casa di Madrid in cui viveva da settant’anni dopo un forte aumento dell’affitto. Portata via su una barella davanti alle telecamere, è morta in ospedale due settimane dopo. In Spagna la vicenda ha dato vita alle proteste per il diritto alla casa, poi sfociate nelle elezioni anticipate convocate dal premier Pedro Sánchez.
Le dichiarazioni della figlia della donna che rischia lo sfratto
Per Franca adesso la strada che si apre è quella dello sfratto per fine locazione, in programma a febbraio. Così la figlia si è rivolta al sindacato degli inquilini Sunia e dopo la scadenza del contratto la vicenda potrebbe finire in tribunale. In un’intervista al Corriere Fiorentino confida di non aver ancora detto niente alla madre: «Altrimenti morirebbe». Per Franca, che è invalida e quasi cieca, l’abitazione rappresenta il perno della sua vita, che ormai trascorre sempre al suo interno tra tv e parole crociate. La figlia abita a poca distanza e cerca di starle vicino il più possibile.
L’aumento del canone dopo il passaggio della proprietà agli eredi
«Finché c’era il vecchio proprietario non abbiamo mai avuto problemi» racconta. L’appartamento era affittato con contratti a equo canone, e il prezzo è rimasto contenuto anche quando il mercato immobiliare fiorentino ha cominciato a impennarsi. Poi l’immobile è passato agli eredi, i nipoti dell’imprenditore, e negli ultimi anni è cambiata anche la gestione del patrimonio immobiliare.. «Mi hanno telefonato per avvertirmi che non avrebbero rinnovato il contratto a mia madre. Il contratto si rinnovava di due anni in due anni. Mi hanno fatto sapere che per continuare a stare lì l’affitto sarebbe dovuto passare a 1.200 euro al mese. Ma come si fa a chiedere una cifra del genere a una pensionata di 94 anni? Mia madre prende una pensione minima e la reversibilità di mio padre. Se dovesse pagare 1.200 euro di affitto, non le rimarrebbe praticamente niente per vivere, nemmeno per mangiare».
Le speranze della figlia di Franca
La figlia non pretende che il canone non venga modificato: «Un piccolo aumento lo potremmo anche sostenere, potrei aiutarla io. Ma passare da 450 a 1.200 euro è un’altra cosa. È una cifra impossibile». E denuncia l’assenza di un margine «per aprire una vera trattativa, per provare a venirsi incontro». La speranza è che l’età della madre e le sue precarie condizioni di salute possano essere tenute in considerazione e che, nell’eventualità in cui il caso finisca davanti a un giudice, Franca non sia costretta nemmeno a presentarsi in udienza.

