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Marattin tentato dal centrodestra, ma il suo partito insorge: liberal democratici a rischio scissione

30 Ottobre 2026 - 20:27 Luca Graziani
luigi marattin
Secondo quanto risulta a Open, il 3 novembre è attesa la resa dei conti con la linea del segretario, corteggiato da Forza Italia e Cateno De Luca. Il caso dell'appuntamento con Europeisti.eu che il leader ha scelto di disertare (senza avvertire i suoi)
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Luigi Marattin guarda al centrodestra, ma nel suo partito non tutti sarebbero intenzionati a seguirlo in una nuova avventura, anzi. E nei prossimi giorni lo scontro rischia di arrivare alla resa dei conti. La data da segnare sul calendario è quella del 3 novembre, quando si riunirà la direzione nazionale del Partito liberaldemocratico, che a quanto apprende Open sarebbe già stata convocata su richiesta di un gruppo di dirigenti, come previsto dallo statuto. Dietro l’iniziativa ci sarebbe soprattutto la spinta di Andrea Marcucci, presidente del partito ed ex capogruppo del Pd al Senato.

L’obiettivo? Il processo alla linea del segretario, che nelle ultime settimane ha aperto alla possibilità di un’alleanza con la coalizione di Giorgia Meloni, provocando più di un malumore. Il rischio è quello di una spaccatura: un aut aut per Marattin, chiamato a chiarire. Con una parte del partito determinata in ogni caso a proseguire la costruzione di un polo autonomo dagli schieramenti.

Marattin e l’apertura a destra, da Forza Italia a Cateno De Luca

A far esplodere le prime tensioni erano state le parole pronunciate dal segretario il 16 ottobre al Foglio. Alla domanda su un possibile accordo con il centrodestra, aveva risposto: «Se son rose fioriranno», mettendo però in chiaro come precondizione la distanza con Roberto Vannacci. Un’apertura arrivata dopo l’apprezzamento della premier per alcune proposte economiche del PLD e l’invito del governatore calabrese, Roberto Occhiuto, a rafforzare la componente liberale di Forza Italia. Da allora nel partito, raccontano, si moltiplicano i dubbi sulle intenzioni del segretario.

Le ipotesi su cui ci si interroga sarebbero due. Un possibile approdo di Marattin nelle liste azzurre, operazione che rischierebbe di assumere i contorni di una scelta personale più che di un progetto condiviso, sottolineano i più scettici. O una lista centrista collegata al centrodestra, magari attraverso un’intesa con Cateno De Luca e la sua nuova creatura politica, nata nell’orbita della maggioranza. Un’ipotesi tornata alla ribalta con la partecipazione dello stesso Marattin, il 27 ottobre, alla convention romana di Sud chiama Nord e dei Sindaci d’Italia di De Luca. Prospettive che incontrano resistenze nel PLD, formato da esponenti provenienti anche dal Pd e da Italia Viva. E, secondo quanto riferito a Open, le perplessità non si limiterebbero all’area più vicina a Marcucci, ma anche ad alcuni esponenti vicini al segretario.

La direzione del 3 novembre e il rischio scissione

È in questo clima che si prepara la direzione del 3 novembre. Marcucci sarebbe deciso a proseguire il percorso originario tracciato dal partito, continuando il dialogo con Carlo Calenda e Pina Picierno che ritroverà a Bologna il 7 novembre. Un evento di europeisti.eu al quale anche Marattin avrebbe inizialmente accettato di partecipare, racconta il fondatore Piercamillo Falasca, salvo poi fare marcia indietro alla vigilia della sua intervista al Foglio.

Già nei giorni scorsi da Marcucci era arrivata una presa di distanza pubblica dall’ipotesi di un accordo con il centrodestra: «Un polo alternativo alla destra e alla sinistra è un orizzonte che dobbiamo a tanti elettori», aveva scritto commentando le parole di Marattin. 

E sempre sul Foglio il presidente del PLD aveva messo in guardia su un eventuale cambio di linea: si decide attraverso gli strumenti del partito, dunque «direzione, assemblea, statuto, congresso». Adesso, raccontano, ci sarebbe sul piatto anche il voto di un documento per ribadire l’impegno a costruire un’area di centro autonoma. Così da mettere Marattin «con le spalle al muro» sulla possibilità di intese a destra, a costo anche di una rottura interna.

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