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Il più ricco del Parlamento è diventato un meloniano eletto negli Usa (3,6 milioni). Andrea Di Giuseppe, imprenditore ed amico di Trump, nel 2026 batte tutti

28 Ottobre 2026 - 20:38 Fosca Bincher
andrea di giuseppe
Quasi metà del Parlamento ha già depositato la sua dichiarazione dei redditi di quest’anno, e arrivano molte sorprese. Al momento ci sono due milionari militanti del partito di Giorgia Meloni: l’altro è Giulio Tremonti.
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Quest’anno il titolo di Paperone del Parlamento finirà con ogni probabilità a un parlamentare di Giorgia Meloni che certo non è fra i più conosciuti in Italia: Andrea Di Giuseppe, classe 1968, nato a Roma e poi trasferitosi a Miami negli Stati Uniti dove è stato eletto deputato nel 2022 nella Ripartizione America settentrionale e centrale in una lista sostenuta da tutto il centrodestra. Di Giuseppe ha già presentato la sua dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al 2025) come hanno fatto 188 deputati (su 400) e 81 senatori (su 205) ed è in questo momento il più ricco del parlamento, con un reddito complessivo di 3.668.146 euro, di cui 93.347 prodotto in Italia e 3.574.709 euro dichiarati negli Stati Uniti.
Con questo reddito l’anno scorso sarebbe stato il numero uno del Parlamento, davanti a Giulia Bongiorno che aveva dichiarato poco più di 3 milioni di euro. Per dargli il primato ufficialmente però bisogna attendere il deposito di altre dichiarazioni dei redditi, fra cui quelle della stessa Bongiorno e di Antonio Angelucci, deputato della lega e imprenditore. Ma dal podio degli onorevoli ricconi nessuno lo tirerà giù facilmente.

L’elefante d’oro costruito da De Giuseppe per lo zoo di Miami

L’imprenditore amico di Trump che fa mosaici e opere, come l’elefante nello zoo di Miami

Anche Di Giuseppe è un imprenditore, di successo internazionale. È diventato milionario grazie alla proprietà del 50% del Trend group, fondato nel 2000 con il suocero Pino Bisazza, scomparso nel gennaio dell’anno scorso. È un’azienda che costruisce mosaici e rivestimenti di lusso per esercizi pubblici e privati in tutto il mondo. Fra le opere più iconiche realizzate il rivestimento in mosaici della Royal Click Tower alla Mecca e la pavimentazione floreale del foyer dell’auditorium del museo del Louvre a Lens. Sono innumerevoli le opere realizzate in Turchia, ad Abu Dabi, in Uzbekistan, nel Regno Unito e negli Stati Uniti soprattutto in California e in Florida (dove ha installato un elefante d’oro gigante costruito con i mosaici nello zoo di Miami). Pavimenti per piscine, pareti di ville di lusso, installazioni in alberghi con un lavoro che spesso ha portato Di Giuseppe anche a Mar-a-Lago dove ha conosciuto e in parte frequentato l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Grazie a questa conoscenza in questi anni Di Giuseppe è stato una sorta di anello di congiunzione fra la destra italiana e i Maga repubblicani negli Usa. È stato anche l’unico italiano ad avere partecipato l’anno scorso in Arizona ai funerali di Charlie Kirk, il profeta dei conservatori americani assassinato a settembre 2025.

Giulio Tremonti

Il secondo milionario fin qui è un altro meloniano: Giulio Tremonti

Nella classifica provvisoria dei redditi 2026 dei parlamentari attualmente al secondo posto si trova un altro deputato milionario di Fratelli di Italia: Giulio Tremonti, con un reddito complessivo di 2.059.573 euro. Terzo posto provvisorio per l’autonomista altoatesino Meinhard Durnwalder, con 599.885 euro. Quarto posto per un altro autonomista dalle stesse radici: Manfred Schullian, con 539.944 euro. Al quinto posto un deputato azzurro, Maurizio Casasco (anche lui imprenditore), con 488.857 euro. Ma appunto qui la classifica è provvisoria, perché stando alle dichiarazioni degli anni passati sicuramente sopra il milione di euro ce ne sarà più di uno (oltre ai già citati Bongiorno e Angelucci, con tutta probabilità anche Matteo Renzi e il senatore a vita Renzo Piano.

Simonetta Matone

I redditi degli ex magistrati e degli ex sindacalisti. La più povera è una leghista

Fra gli altri deputati più noti ci sono l’ex magistrato Simonetta Matone, che ha appena lasciato la Lega per approdare in Forza Italia (reddito di 350.742 euro), l’ex carabiniere grillino Sergio Costa (259.878 euro), l’ex numero uno della Cisl, Annamaria Furlan (222.795 euro), l’ex segretario della Cgil Susanna Camusso (188.316 euro, ma allega anche azioni e obbligazioni di Banca Etica che valgono 152.638,96 euro), il Pd Piero Fassino (146.243 euro), l’azzurra Licia Ronzulli (140.920 euro), il suo collega Giorgio Mulè (139.057 euro), la Pd Anna Ascani (135.819 euro), la presidente grillina della vigilanza Rai, Barbara Floridia (123.950 euro), il capogruppo della Lega in Senato, Massimiliano Romeo (102.397 euro), e l’ex ministro della Salute Pd Roberto Speranza (101.778 euro). Il reddito più basso dichiarato è quello della leghista Manuela Maffioli (46.071 euro) che però non era ancora in Parlamento quell’anno, essendo subentrata nel gennaio 2026 a Umberto Bossi dopo la sua scomparsa.

Elly Schlein

Manca ancora la dichiarazione della premier, c’è quella di Elly Schlein

Manca ancora la dichiarazione dei redditi di Giorgia Meloni (che l’anno scorso invece era stata fra i primi a depositarla), però c’è quella del numero due di Fratelli di Italia, Giovanni Donzelli: 125.194 euro di reddito complessivo. Il più ricco fra i leader di partito al momento sembra essere Maurizio Lupi (225.351 euro), davanti al leader Udc Lorenzo Cesa (197.584 euro) e al leader centrista Bruno Tabacci (130.617 euro). Mancano ancora Renzi, Conte e Salvini, però c’è Carlo Calenda: 114.707 euro. Alle sue spalle Nicola Fratoianni (100.479 euro) che batte di un soffio la moglie Elisabetta Piccolotti (99.963 euro). Chiude la classifica la leader politica al momento più povera: Elly Schlein, con i suoi 98.471 euro dichiarati.

Carlo Nordio il più ricco dei ministri

Undici ministri hanno pubblicato i loro redditi, il più ricco fin qui è Carlo Nordio

Ci sono 11 ministri del governo Meloni che hanno già depositato la dichiarazione dei redditi, e in testa alla classifica al momento c’è Carlo Nordio (260.758 euro), davanti a Giuseppe Valditara (190.823 euro), ad Antonio Tajani (186.591 euro), che è seguito da Adolfo Urso (158.907 euro), Andrea Abodi (103.201 euro), Orazio Schillaci (102.777 euro) e Alessandra Locatellio (100.310 euro). Sotto quota 100 mila euro di redditi ci sono Giancarlo Giorgetti (99.623 euro), Roberto Calderoli (98.472 euro), Paolo Zangrillo (96.246 euro) e Matteo Piantedosi (93.811 euro). Più alto dei loro il reddito complessivo denunciato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano (197.638 euro).

Il compro e vendo casa segnalato nei documenti di deputati e senatori

Come ogni anno insieme alla dichiarazione dei redditi i parlamentari devono segnalare le variazioni intervenute in dodici mesi nel proprio patrimonio (immobili, automezzi, investimenti finanziari). Così la Pd Ascani informa di essersi comprata casa a Bergamo, la collega Furlan ha invece venduto due case a Genova e Varazze, il fratello di Italia Alberto Balboni ha acquistato un appartamento uso ufficio a Ferrara, il ministro Calderoli invece il 17 giugno scorso ha ceduto un appartamento a Bergamo che era utilizzato come studio dentistico, la renziana Raffaela Paita ha acquistato un appartamento a La Spezia, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti anche lei il 17 giugno scorso ha acquistato un appartamento a Roma «a rendita», quindi per riscuoterne l’affitto.

I re del mattone sono un leghista (Cantalamessa) e una Pd (Anna Rossomando)

Due parlamentari di opposto schieramento sembrano avere passato più tempo nelle agenzie immobiliari e dai notai che nelle aule parlamentari. Il leghista napoletano Gianluca Cantalamessa ha venduto la sua quota in 5 immobili a Portici e quella in un immobile più box auto a Centola (Salerno). Però ha acquistato una quota in due appartamenti sulle montagne abruzzesi a Rivisondoli e in piena proprietà un appartamento a Sorrento. La Pd Anna Rossomando nel 2025 ha venduto 3 appartamenti a Torino e nel 2026 ha venduto un appartamento e il 50% di un altro sempre a Torino. Ci tiene però a fare sapere di non essere diventata una «senzatetto». Possiede ancora un negozio a Tropea, 2 appartamenti a Cogne, un negozio a Torino e nel capoluogo subalpino può contare ancora sulla proprietà di 4 appartamenti e del 50% di un altro. Sempre suo il 50% di due appartamenti e altrettanti box a Ricadi (Vv).