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Elezioni 2027, Conte: «Con Renzi non manderemo a casa Meloni»

30 Ottobre 2026 - 14:32 Michela De Marchi Giusto
Per Conte il problema è la coalizione con Renzi
Secondo il presidente del Movimento 5 Stelle, la coalizione con Italia Viva potrebbe non portare l'elettorato a votare
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Per Giuseppe Conte il problema delle elezioni del 2027 è chiaro: la presenza di Italia Viva nella coalizione. «Se una parte dell’elettorato del M5S non andasse a votare per la presenza di Renzi, noi non manderemmo mai a casa la Meloni» sostiene il presidente del Movimento 5 Stelle nel suo intervento nel libro di Bruno Vespa Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita lunedì 2 novembre da Mondadori-Rai libri. E soprattutto Conte punta il dito contro Elly Schelin: «Poiché è stato il Partito democratico a volere che Renzi stesse con noi, è la sua segretaria a doversi assumere la responsabilità di ottenere garanzie politiche che ci salvaguardino dal depotenziamento dell’alleanza che Renzi può portare, e prevengano instabilità future».

Qual è l’obiettivo delle primarie

Un’altra questione avanzata dal presidente del M5S con Vespa è quella delle primarie. E anche in questo caso, Conte non ha dubbi: «Mi pare chiaro che le faremo e io ci sono». Ma precisa che «era doveroso esplorare la possibilità di un metodo alternativo, poteva essere il criterio che abbiamo seguito in tutte le elezioni regionali in cui siamo andati in coalizione», ovvero con la discussione tra tutte le forze politiche per identificare il candidato più competitivo.

I leader dei due maggiori partiti dell’opposizione, lo stesso Conte e Schlein «tenderanno a valorizzare le differenze più degli elementi unitari» perché hanno «due profili con temperamenti e sensibilità differenti» afferma il presidente del M5S. Nonostante ciò, «siamo accomunati dal medesimo obiettivo di realizzare un progetto di cambiamento del Paese e starà al nostro senso di responsabilità fare in modo che non sia uno scontro tra avversari, ma un grande momento di democrazia e partecipazione».

La richiesta di Meloni

Il libro di Vespa tocca anche il tema della coalizione di centrodestra, il cui ostacolo principale è Futuro Nazionale con Roberto Vannacci. Ma lo fa con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani» sostiene la premier, nel libro di Bruno Vespa, sottolineando la sua volontà di tornare al governo nel 2027 «con il centrodestra che conosciamo».

Perché Meloni è contro Futuro Nazionale

Meloni parla poi di un “tradimento” di Vannacci e di tutti i politici che l’hanno seguito perché «l’onorevole Vannacci era vicesegretario della Lega e ha scelto lui di abbandonare la Lega e, quindi, il centrodestra. Così hanno fatto i parlamentari che lo hanno seguito, tutti eletti con il centrodestra». In questo modo si sono collocati all’opposizione «votando ormai costantemente contro il governo in compagnia di Conte e Schlein, Renzi e Fratoianni». In questo «campo larghissimo» che comprende tutti i partiti che non sono Fratelli d’Italia e Lega, per Meloni «spesso persino le argomentazioni sono simili», ma «Futuro nazionale ha un obiettivo dichiarato: far perdere alle urne il primo presidente del Consiglio che la destra italiana abbia mai espresso». Termina: «E, se perde questo governo, governa la sinistra. Un partito che nasce per questo può chiamarsi come vuole, ma di destra non è».

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