Cateno De Luca rilancia la sua profezia sulle prossime elezioni politiche: «Si vota il 9 e 10 maggio 2027». La scommessa su Renzo Bossi
Cateno De Luca non ha dubbi: le prossime elezioni politiche si terranno il 9 e 10 maggio 2027. Il leader di Sud chiama Nord torna a indicare una data precisa per il ritorno alle urne, rilanciando una previsione che aveva già avanzato nelle scorse settimane. Lo fa su Facebook con un post pubblicato questa mattina, giovedì 29 ottobre, nel giorno conclusivo della convention romana del suo movimento, dove è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e c’è stato il lancio di un primo nome di peso, quello del figlio di Bossi, Renzo.
«La notte è stata lunga e intensa!», esordisce, annunciando che nel corso della giornata di oggi sarebbe stato presentato il portavoce unico del progetto politico Sindaci d’Italia – Sud chiama Nord, scelto durante la notte, insieme al simbolo della lista «che ci vedrà protagonisti alle prossime elezioni politiche del 9 e 10 maggio 2027» (e in effetti in mattinata De Luca ha spiegato che il portavoce sarà lui e ha mostrato il simbolo che accorpa Sindaci d’Italia e Sud chiama Nord) Ecco la data che il sindaco di Taormina presenta, ancora una volta, come una certezza. Anche se, al momento, ovviamente di certo c’è ancora poco o nulla.
La «seduta spiritica bipartisan» del 12 ottobre
Ma non è la prima volta che De Luca si sbilancia. Già il 12 ottobre, ospite della trasmissione Un giorno da pecora su Rai Radio1, aveva raccontato di aver partecipato a una «seduta spiritica bipartisan» a Roma, insieme a esponenti del centrodestra e del centrosinistra. Da quell’incontro. sarebbe emersa proprio la fatidica data di maggio. «Lo do come certo», aveva assicurato anche in quel caso, spiegando che la scelta consentirebbe ai parlamentari di maturare ad aprile i requisiti temporali per il trattamento pensionistico e di andare alle urne prima dell’estate. Mistero invece sull’identità dei partecipanti all’incontro, che De Luca non ha voluto rivelare.
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L’altra profezia: le dimissioni di Meloni a febbraio
La profezia è stata poi ribadita ieri, mercoledì 28 ottobre, sempre ai microfoni di Un giorno da pecora. «Ve la do per certa», ha insistito, «c’è stata un’altra seduta spiritica bipartisan», ha spiegato tornando sull’argomento e sostenendo che sarebbe stato raggiunto anche un accordo per organizzare un election day il 9 e 10 maggio, per accorpare dunque anche il voto nelle città, altro elemento di dibattito nel centrodestra sul destino delle prossime politiche.
Poi il leader siciliano si è spinto addirittura oltre. Interrogato su eventuali dimissioni della premier, per consentire il ritorno anticipato alle urne, ha indicato i primi giorni di febbraio 2027, dopo l’approvazione del decreto Milleproroghe.
Il voto anticipato e i dubbi di Salvini
L’ipotesi di elezioni anticipate nella primavera del 2027, del resto, circola da settimane negli ambienti della maggioranza. Già a inizio ottobre il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, aveva evocato la possibilità di accorpare le politiche alle amministrative di maggio, salvo poi smorzare l’ipotesi. Infatti, non tutti nel centrodestra sono convinti dell’opportunità di anticipare la fine della legislatura: in primis Matteo Salvini, che più volte ha rilanciato l’obiettivo di arrivare alla scadenza naturale, l’autunno 2027. Intanto, per sapere se la «profezia» di ‘Scateno’ si avvererà, servirà ben altro che una seduta spiritica: lo scioglimento anticipato delle Camere piuttosto, che spetta solo al presidente della Repubblica.
L’ipotesi Renzo Bossi
Durante la convention, De Luca ha anche lanciato la candidatura di Renzo Bossi, il figlio del senatur. «Ho detto a Renzo che noi siamo pronti a far tornare il nome Bossi in Parlamento, se Renzo vuole siamo pronti a candidarlo», ha spiegato. Quando Umberto Bossi era vivo De Luca ha avuto vari contatti col fondatore della Lega e con ex esponenti del Carroccio come Roberto Castelli, con cui si è alleato anche nel 2024. Dopo i guai giudiziari del 2012, Renzo Bossi si è allontanato dalla politica attiva, il suo nome, però, potrebbe avere un impatto sugli elettori leghisti.

