Sondaggi, il centrodestra supera il 42% grazie a Cateno De Luca. Futuro Nazionale cala ancora, il centrosinistra ha bisogno di Renzi
Il centrodestra torna sopra il 42% grazie all’accordo con Sud Chiama Nord di Cateno De Luca, mentre il centrosinistra riesce a superare la coalizione di governo soltanto includendo Italia Viva di Matteo Renzi. Senza i renziani, infatti, il campo largo si fermerebbe al 41,4 per cento. È uno dei dati più interessanti dell’ultimo sondaggio SWG per il TgLa7, diffuso lunedì 12 ottobre 2026. La rilevazione registra anche il secondo calo consecutivo di Futuro Nazionale, che perde altri due decimi di punto dopo quelli lasciati sul terreno la settimana precedente. Il partito di Roberto Vannacci scende così al 7,6%, contro l’8% del 28 settembre. In testa resta Fratelli d’Italia, stabile al 27,7%, mentre il Partito democratico arretra dal 20,7 al 20,4 per cento.
Come cambiano gli equilibri
L’ingresso di Sud Chiama Nord nella coalizione guidata da Giorgia Meloni cambia gli equilibri tra i due schieramenti. Sommando i consensi di Fratelli d’Italia (27,7%), Forza Italia (7,3%), Lega (5,4%), Noi Moderati (1%) e Sud Chiama Nord (1%), il centrodestra raggiunge il 42,4 per cento.
L’accordo tra Cateno De Luca e Giorgia Meloni, annunciato nei giorni scorsi e ufficializzato il 12 ottobre, riguarda le prossime elezioni politiche. Il leader di Sud Chiama Nord ha però precisato che l’intesa non si estende alla Sicilia, dove il movimento continuerà a muoversi autonomamente.
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Sul fronte opposto, la somma dei consensi di Partito democratico (20,4%), Movimento 5 Stelle (12,7%), Alleanza Verdi e Sinistra (6,6%) e +Europa (1,7%) arriva al 41,4 per cento. Per superare il centrodestra servirebbe quindi anche Italia Viva, che con il suo 2,3% porterebbe il totale al 43,7 per cento.
Futuro Nazionale perde lo 0,4% in due settimane
Prosegue intanto la flessione di Futuro Nazionale. La formazione di Roberto Vannacci, che il 28 settembre era stimata all’8%, è scesa al 7,8% il 5 ottobre e ora perde altri due decimi, fermandosi al 7,6%. Un arretramento complessivo di 0,4 punti percentuali in due settimane. Nonostante il calo, Futuro Nazionale resta la quarta forza politica italiana, davanti a Forza Italia e Lega. Il partito di Antonio Tajani guadagna due decimi di punto, passando dal 7,1 al 7,3%, mentre quello di Matteo Salvini sale dal 5,2 al 5,4 per cento. Entrambi i partiti della maggioranza recuperano quindi terreno, mentre Fratelli d’Italia rimane stabile al 27,7 per cento.
Pd in calo, M5S in lieve crescita
Il Partito democratico registra la flessione più consistente della settimana tra le principali forze politiche: perde tre decimi di punto e scende al 20,4%. Il distacco da Fratelli d’Italia sale così a 7,3 punti percentuali.
In lieve crescita il Movimento 5 Stelle, che passa dal 12,6 al 12,7. Nessuna variazione per Alleanza Verdi e Sinistra, stabile al 6,6 per cento.
Tra le formazioni minori, Azione sale dal 3,1 al 3,2%, mentre Italia Viva resta al 2,3 per cento. Guadagna un decimo anche +Europa, che raggiunge l’1,7%. Noi Moderati è stabile all’1%, percentuale raggiunta anche da Sud Chiama Nord, in crescita rispetto allo 0,9% della precedente rilevazione.
Le altre liste, considerate complessivamente, scendono dal 3,4 al 3,1 per cento. Cala dal 29 al 28% la quota degli intervistati che non esprime una preferenza.

