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Leopolda, l’appello di Renzi ai centristi e ai riformisti di Forza Italia: «Lasciate il partito e venite con noi»

04 Ottobre 2026 - 14:53 Alba Romano
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«Le porte sono aperte e sono certo che qualche segnale arriverà a breve», ha dichiarato il leader di Italia Viva. E su Meloni: «O va al Quirinale o a casa»
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«Lasciate il partito e venite con noi». Dalla Leopolda Matteo Renzi torna a parlare al centro e guarda soprattutto a Forza Italia, rivolgendosi ai suoi esponenti più europeisti e riformisti. «Il mio grande appello va ai riformisti, in particolare di Forza Italia: lasciate il partito e venite con noi, non potete stare con chi nega l’Europa. Le porte sono aperte e sono certo che qualche segnale arriverà a breve», ha detto il leader di Italia Viva nel suo intervento conclusivo alla kermesse di Firenze.

La questione primarie

Ma il messaggio di Renzi non è rivolto soltanto agli elettori e ai parlamentari centristi. Nel pieno del confronto sulla costruzione dell’alleanza di centrosinistra in vista delle prossime elezioni, il leader di Italia Viva dice la sua sulla questione delle primarie. «Così come chiediamo garanzie, siamo disponibili a dare garanzie», ha detto. L’idea è quella di individuare un candidato e poi sottoporlo al voto della coalizione. «Poi naturalmente facciamo un nome e chiamiamo alle primarie la persona più vicina a noi. Ma se si accetta la logica delle primarie, si va fino in fondo con la logica delle primarie», ha aggiunto.

Le posizioni di Schlein e Conte

Il tema è diventato uno dei principali terreni di scontro nel centrosinistra. Nei giorni scorsi Elly Schlein ha rivendicato il peso del Partito democratico, ricordando che il Pd è la prima forza dell’opposizione e sostenendo che far guidare la coalizione al partito che prende un voto in più non significhi esercitare un’egemonia. Allo stesso tempo, la segretaria dem ha lasciato aperta la strada alle primarie nel caso in cui non venisse riconosciuto questo principio. «Se c’è chi non riconosce questo principio democratico faremo le primarie, le faremo e le vinceremo», ha detto.

Giuseppe Conte, invece, ha spinto proprio sulle primarie e si è detto non disponibile a partecipare a un «progetto annacquato» a causa dei mille compromessi. Ha chiesto a Schlein di essere garante dell’eventuale presenza di Renzi nella coalizione. E su questo replica direttamente Renzi. «Mi vengono chieste delle garanzie. In politica non ci sono garanzie ma le riflessioni che fa Conte sono comprensibili e io vorrei lanciare un ramoscello di pace. Ma Elly Schlein è la persona meno adatta a fare la garante per me. Un programma serio, un contratto alla tedesca fa la garanzia», afferma il leader di Iv.

«Il voto in Italia sarà a novembre»

Sul futuro della coalizione anche Renzi lancia il suo avvertimento. «Secondo me il voto in Italia sarà a novembre, perché la paura fa novanta», ha detto, sostenendo che «l’unica salvezza del centrodestra è che il centrosinistra si divida e noi dobbiamo evitarlo». Un timore che si inserisce in un confronto ancora aperto sulle regole, sul programma e sulla leadership del possibile campo progressista. Il Pd punta prima alla costruzione di un programma comune e considera le primarie una possibilità, mentre il M5S spinge perché la consultazione diventi il passaggio decisivo per scegliere il candidato premier.

«Meloni? O va al Quirinale o a casa»

Renzi torna poi ad attaccare direttamente Giorgia Meloni, legando il futuro del governo alla partita che si aprirà con le prossime elezioni. «Meloni è a un bivio: o lei va al Quirinale o lei va a casa», ha detto alla Leopolda. «Io lavoro perché al bivio Meloni prenda la direzione per andare a casa». Una partita che, nella sua lettura, non riguarda gli equilibri interni al centrosinistra ma la possibilità stessa di costruire un’alternativa al governo. Nei giorni scorsi lo stesso Renzi aveva avvertito che continuare a litigare nel centrosinistra significherebbe «regalare il Paese» a Meloni.

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